Intervento in Aula del 30 gennaio 2019 in merito alla crisi in Venezuela

Presidente, Ministro Moavero, Colleghi,

la ringrazio per aver informato quest’Aula sui propositi del Governo rispetto alla crisi venezuelana. Abbiamo ascoltato con grande attenzione le sue parole e vogliamo credere che esse rappresentino davvero la posizione del Governo. Nei giorni scorsi, come spesso accade, diversi esponenti della maggioranza hanno espresso, infatti, posizioni diverse, in certi casi contraddittorie. La politica estera dell’Italia merita un comportamento più serio, maggior prudenza nelle dichiarazioni e una linea condivisa almeno a livello di Governo. Per non parlare delle quasi dichiarazioni di guerra a Germania, Francia e Olanda ma soprattutto di quelle sull’impegno dei nostri militari, che non possono e non devono essere esposti a maggiori rischi per le beghe di una maggioranza traballante. Voglio approfittare di questa occasione per far giungere al presidente Conte la mia sincera solidarietà: piuttosto che governare il Paese il presidente del Consiglio sembra costretto a passare la maggior parte del suo tempo a riconciliare le litigiose fazioni della sua maggioranza o a proporsi come scudo per responsabilità altrui.

Seguiamo con apprensione l’evoluzione di una situazione di grande tensione. L’aggravarsi del braccio di ferro tra Nicolas Maduro e Juan Guaidò sta portando il Paese nel caos, mentre il popolo venezuelano è già profondamente sfiancato da condizioni economiche e sociali davvero drammatiche, con carenze di cibo, medicine e acqua e decine di morti a seguito delle proteste.

Noi riteniamo che l’Italia, di concerto con i Paesi dell’Unione Europea e in conformità con il diritto internazionale, debba a questo punto promuovere ogni iniziativa diplomatica utile ad evitare che su questa crisi si consumi uno scontro di natura geopolitica e geoeconomica che nulla a che fare con la vera urgenza di queste ore: evitare una guerra civile, scongiurare spargimenti di sangue, nel supremo interesse di tutti i cittadini venezuelani, tra cui molti di origine italiana.

Bisogna ricondurre lo scontro dentro i limiti della legittimità democratica, lavorare affinchè siano i cittadini, mediante nuove elezioni, a scegliere autonomamente il futuro del proprio Paese.

Noi crediamo che la comunità internazionale debba accompagnare questa fase attraverso osservatori internazionali che vigilino sul corretto svolgimento di nuove elezioni da convocare il prima possibile, attraverso il negoziato e la diplomazia, evitando che gli ultimatum si risolvano in occasioni di violenza fratricida. Come opposizione sosterremo lealmente il Governo Italiano su questa prospettiva; chiediamo contestualmente a lei, Ministro Moavero, di riferire tempestivamente al Parlamento le iniziative che ella vorrà intraprendere per tutelare la comunità italiana che vive in Venezuela.
Grazie.