Nota del Senatore Pietro Grasso dopo le tensioni nella periferia di Roma, a Casal Bruciato

Il clima del Paese lo vedi nelle immagini di Casal Bruciato, Roma Capitale, 2019. Sono immagini drammatiche che raccontano di una Italia sull’orlo di una crisi di nervi, attraversata da una tensione sociale fortissima costantemente alimentata e che può diventare incontrollabile. Forse lo sta già diventando.
Una famiglia, titolare secondo la legge di una casa popolare, che riesce a entrare nel palazzo solo grazie alla scorta della Polizia. E giù, una valanga di insulti e minacce da parte di una folla inferocita: “ti stupriamo”, “dovete andare via”, “quelli non ce li volemo”. Perché? Quella famiglia è di origine Rom, tutto qui. Poco importa che la legge sia stata totalmente rispettata (una volta tanto!).

Ci sono piccoli e grandi imprenditori della rabbia e della paura che alimentano scientificamente una retorica dell’odio che si sta sempre più consolidando. Si sfruttano e cavalcano casi di cronaca per dare dignità alle idee più becere, si rivendica orgogliosamente di essere razzisti: queste persone si sentono intoccabili e usano tutta la loro prepotenza contro i più deboli.
Non si può sottovalutare però il disagio reale di famiglie che vivono in periferie abbandonate dallo Stato, senza servizi e senza speranza. La protesta – che ha validi motivi nel denunciare l’assenza delle istituzioni – confonde clamorosamente il bersaglio e diventa così rabbia cieca scagliata verso altri poveri, invece che verso chi dovrebbe risolvere i problemi.

Servono la forza della buona politica e decisioni pratiche, per mettere al centro dell’agenda le periferie. Servono poi anticorpi robusti contro la cattiveria che avvelena le nostre città: gesti simbolici che definiscano chiaramente il confine contro chi volutamente gioca a confonderlo, convinto che il caos gli porti consenso.
Per questo voglio ringraziare Virginia Raggi: la sindaca ha fatto bene ad andare a Casal Bruciato e a schierare le istituzioni dalla parte giusta, quella della legge.
È un pensiero che va oltre la dialettica tra forze politiche diverse, qui c’è in gioco l’anima della nostra Comunità, il senso più forte del ruolo dello Stato che è davvero molto più importante di qualunque successo elettorale.