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    Signor Presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, Signor Presidente della Repubblica, Autorità, Signore e Signori,

    è con viva emozione che oggi mi trovo a rappresentare il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano per condividere con voi una tappa storica per l’affermazione della democrazia e la realizzazione dei diritti fondamentali in Tunisia e nell’intero Mediterraneo. Gli italiani si stringono a voi con gioia e speranza nel festeggiare questo traguardo, animati da quello spirito di fratellanza che salda strettamente le radici, la storia e il destino dei nostri popoli.

    La Tunisia oggi celebra una palingenesi, una rinascita. Una nuova carta costituzionale è sempre il simbolo più profondo della determinazione di un popolo di rifondare le regole della convivenza collettiva e migliorare i destini individuali di ciascuno. La vostra Costituzione segna un momento epocale perché affronta con coraggio la sfida della democrazia dopo una lunga epoca di dittatura, discriminazioni, abusi, torture. La demolizione del regime passato ha innescato la transizione ad un nuovo assetto. La “primavera” del popolo tunisino si è risolta nella “primavera dei diritti”.

    Voglio lodare le donne e gli uomini dell’Assemblea Nazionale Costituente, e tutte le forze politiche e sociali che con maturità, saggezza e tenacia hanno saputo comporre attraverso il dialogo ideologie e visioni diverse, dando vita ad una sintesi equilibrata fra memoria e modernità, tradizione e futuro. Questa vostra capacità di rinnovamento nella continuità offre una prova straordinaria di responsabilità che non mancherà di far sentire i propri effetti altrove. La Costituzione è per molti versi lungimirante e coraggiosa. Penso ai meccanismi di equilibrio e controllo reciproco fra i poteri dello Stato; alla costituzione di un potere giudiziario indipendente quale garante dell’effettiva realizzazione dei diritti e dello Stato di diritto costituzionale; al ruolo affidato alla Corte Costituzionale; alla fondazione di un nuovo rapporto fra religione e Stato. Penso ai diritti e alle libertà, alla libertà di credo e di coscienza, al rifiuto della tortura, alla difesa dell’ambiente. Penso al riconoscimento della parità fra donna e uomo, che dovrà essere non solo formale ma anche sostanziale, realizzando l’integrazione attiva delle donne nella società.

    La Tunisia oggi è più forte, e questa forza non mancherà di fare sentire la sua onda d’urto in tutta la regione e ovunque nel mondo vi sono popoli che aspirano alla libertà e alle riforme. Questa convinzione deve indurre noi tutti a perseguire con determinazione e convinzione la cooperazione euro-mediterranea che finora ha conseguito risultati deludenti. L’Italia, che dell’Europa è la porta per geografia, per storia, per tradizione, crede fermamente nella necessità di una politica condivisa del Mediterraneo per affrontare insieme i problemi comuni: sicurezza, stabilità, diritti, immigrazione e integrazione, crescita economica, lavoro.

    Questa Costituzione sancisce un patto sociale contro i nemici interni ed esterni della pace, della democrazia, dei diritti, della libertà. Ma la partita non è ancora vinta. Il cammino è denso di sfide, incognite e pericoli. Le forze regressive non sono ancora sconfitte e minacciano la sicurezza del Paese e della regione. La crescita economica ha bisogno di stabilità, per attrarre investimenti dall’estero e promuovere lo sviluppo.

    Il successo del Paese sarà certificato dalla capacità di attuare pienamente la Carta; proteggere le minoranze; garantire la libertà di credo e di coscienza, separando la sfera pubblica da quella privata; proteggere la vita in ogni circostanza. I diritti vivono nell’effettività della quotidiana attuazione e interpretazione. Per questo noi auspichiamo che si tengano al più presto elezioni parlamentari, affinché un’assemblea rappresentativa legittimata democraticamente possa dare contenuto ai principi e valori della Carta. In questo percorso l’Italia sarà sempre al vostro fianco, per consolidare le istituzioni democratiche e per garantire al popolo tunisino libertà, sicurezza e sviluppo economico.  L’Italia, attraverso la Cooperazione allo Sviluppo, proprio in questi giorni sta mettendo a punto un programma per sostenere un processo elettorale libero e democratico e con una significativa partecipazione femminile, in attuazione del principio costituzionale delle pari opportunità.

    A tutti voi, amici tunisini, rivolgo un augurio affettuoso a nome di tutti gli italiani convinto che il futuro di questo Paese e del mio, dell’Europa e del Mediterraneo dipenderà dalla capacità che avremo di credere insieme nella bellezza di un sogno, di una regione che sia sinonimo di pace, di accoglienza, di diritti e compimento della dignità umana.Questo il nostro impegno, questa la nostra speranza.

     

     

     

     

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