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    (Presentazione dell’opera “Scritti” di Renato Guttuso, curata da Marco Carapezza Guttuso)

    Autorità, gentili ospiti, signore e signori,

    è per me un grande piacere ospitare in Senato questo convegno di presentazione dell’opera “Scritti” di Renato Guttuso, curata da Marco Carapezza Guttuso.
    Renato Guttuso è uno dei maggiori artisti italiani e internazionali del Novecento. Nato a Bagheria, un borgo in provincia di Palermo, il 26 dicembre 1911 da Gioacchino, agrimensore di professione e acquarellista per diletto, e da Giuseppina D’Amico, da bambino frequenta la bottega di un pittore di carretti siciliani e resta fortemente impressionato dalle scene dipinte sui carri. Attraverso il loro realismo ingenuo e variopinto, quelle immagini dense di figure si mescolano con la dimensione fantastica delle favole, delle ballate e delle leggende popolari, restando per sempre impresse nella memoria del pittore e lasciando il segno sulla sua opera.

    Guttuso, prendendo le mosse da un violento espressionismo, con accenti di forte denuncia sociale, nel dopoguerra fu tra gli animatori del movimento Realista, una complessa galassia artistica che il pittore, con il suo stile personale e sempre perfettamente definito e riconoscibile, ha attraversato nei suoi vari momenti: realismo del sentimento, realismo espressionista, cubismo realista, realismo sociale, esistenziale, memoriale, allegorico, concezionale.
    Un punto fermo del realismo di Guttuso è dato dalla circostanza che la natura figurativa e la precisione della rappresentazione non hanno nulla a che vedere con la rappresentazione fotografica. La sua non è l’imitazione del vero apparente, ma un’elaborazione poetica – come egli stesso scrisse – fondata su una sensazione umana, una comprensione lenta e graduale che si trasforma in poesia, in espressione pittorica.

    Proprio per la natura complessa e sfaccettata del Realismo, quindi difficile da definire univocamente, gli scritti di Guttuso – e qui sta forse il merito maggiore di questa Antologia – sono preziosi per comprendere ed interpretare meglio la sua enorme produzione artistica, una parte significativa della quale è stata dedicata alla rappresentazione di scene della vita sociale e politica, della quale sono protagonisti – resi in modo intenso ed emozionante, con forza drammatica e suggestiva – persone semplici, lavoratori, cittadini impegnati nella costruzione quotidiana della vita democratica dello Stato.
    E alla vita democratica della Repubblica, Guttuso partecipò attivamente fin dagli anni Quaranta, quando aderì al Partito Comunista d’Italia clandestino, partecipando alla lotta antifascista. Successivamente, fu eletto senatore, tra il 1976 e il 1983, nella VII e nella VIII Legislatura, durante le quali prese parte, con lucidità e pacata determinazione, ai lavori del Senato quale membro della 7a Commissione permanente “Istruzione pubblica”, dando il proprio contributo in particolare al tema della libertà della cultura e dell’arte.

    Quella presentata oggi è un’opera importante, che raccoglie moltissimi degli scritti del grande intellettuale. Renato Guttuso è stato, infatti, oltre al pittore che tutti conosciamo, anche un intellettuale a tutto tondo, che ha partecipato al dibattito culturale, civile e politico, sia con le sue celebri opere pittoriche, sia con una miriade di scritti, saggi e articoli pubblicati nelle principali riviste d’arte e nelle pagine culturali della stampa periodica.
    La sua attività di scrittura non fu un’attività secondaria (come dimostra la stessa mole degli “Scritti”, un volume di quasi duemila pagine) e Guttuso vi si dedicò con grande passione. La scrittura poteva nascere da un suo bisogno, dall’interesse provato per un’artista, dalla necessità di esprimere le sue posizioni artistiche o anche dalla semplice lettura dei giornali, dalla quale poteva scaturire la spinta a fornire il proprio contributo – sempre caratterizzato da accesa vis polemica – nella materia che lo aveva interessato.
    L’artista, tuttavia, non si preoccupò molto della sorte dei suoi scritti dopo la pubblicazione. Il volume oggi presentato ne raccoglie una gran parte, sistematizzandoli in tre sezioni. La prima raccoglie gli scritti relativi ai pittori e agli amici; la seconda quelli dedicati alla corrente del Realismo e quelli di critica al sistema delle arti. Infine, la terza parte è dedicata all’impegno civile e politico e alla difesa del patrimonio artistico.

    Ripercorrendo il volume si ha una conferma ulteriore che Guttuso è stato per più di cinquant’anni uno straordinario testimone del proprio tempo, in grado di rappresentare, con le sue opere e con i suoi scritti, la condizione umana, con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni.
    Ringrazio i relatori, gli Archivi Guttuso e tutti i gentili ospiti.

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