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    Onorevoli Colleghi, nella notte tra lunedì e martedì ci ha lasciato Tina Anselmi, figura politica di primo piano della storia italiana nel secondo dopoguerra, partigiana, sindacalista e insegnante. Tina Anselmi nasce a Castelfranco Veneto nel 1927, in una famiglia di tradizione cattolica e di idee socialiste. Nel settembre del 1944 viene costretta dagli occupanti tedeschi, insieme ad altri studenti, ad assistere all’esecuzione per rappresaglia di trentuno prigionieri a Bassano del Grappa. Questo traumatico episodio la spinge a partecipare attivamente alla Resistenza: con il nome di battaglia di “Gabriella”, diviene staffetta della brigata Cesare Battisti comandata da Gino Sartor, per poi passare al comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Nel dicembre del 1944 Tina Anselmi si iscrive alla Democrazia Cristiana, dando inizio alla sua attività politica. Dopo la guerra consegue la laurea in lettere presso la Cattolica di Milano e diviene insegnante elementare. Nel medesimo periodo intraprende altresì l’attività sindacale all’interno della CGIL e, successivamente, della CISL, assumendo incarichi dirigenziali nel sindacato dei tessili, dal 1945 al 1948, ed in quello degli insegnanti elementari dal 1948 al 1955. Ricopre inoltre incarichi nazionali all’interno del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana dal 1958 al 1964, anno in cui viene anche eletta vicepresidente dell’Unione europea femminile.  Nel 1959 entra quindi a far parte del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, partito nelle cui liste viene eletta alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1968, per poi essere ininterrottamente rieletta per sei legislature fino alle elezioni del 1987, sempre nella circoscrizione di Venezia. Dentro la Democrazia Cristiana e per il Veneto rappresentò un pungolo costante contro ogni affievolimento del senso etico, della testimonianza e dell’azione politica. Fu un personaggio scomodo ed esemplare, fuori dalla logica delle cordate e della cooptazione. Durante l’esercizio del mandato parlamentare si occupa in particolare delle problematiche afferenti alle politiche del lavoro e della sanità, nonché a questioni sociali incentrate sul ruolo della famiglia e della donna, promuovendo l’approvazione della legge n. 903 del 1977 sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Dopo aver ricoperto l’incarico di sottosegretario, nel luglio del 1976 viene nominata Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel III governo Andreotti: prima donna ministro nella storia italiana. Successivamente, dal marzo del 1978 all’agosto del 1979, ricopre l’incarico di Ministro della sanità nel IV e V governo Andreotti, concorrendo in maniera significativa alla nascita del Servizio sanitario nazionale, che ha consentito l’accesso di tutti i cittadini all’assistenza sanitaria di base. Nel 1981, nel corso dell’VIII legislatura, viene nominata presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2 – organismo fortemente voluto dall’allora presidente della Camera dei deputati Nilde Iotti – e ricopre in maniera esemplare tale incarico anche nella successiva legislatura contribuendo, attraverso la relazione finale, a fare luce su una delle pagine più inquietanti – e ancora non del tutto chiarite – della storia repubblicana. Tina Anselmi ebbe il coraggio, la forza, l’intelligenza di assumersi il compito di svelare trame, intrecci, affari che inquinavano e minavano le fondamenta della Repubblica e della democrazia, occultavano relazioni illegali e contrarie ai valori costituzionali. Quei valori per i quali sin da giovanissima aveva lottato e che non ha mai smesso di difendere a testa alta. Antifascismo, Costituzione, Democrazia: questi i pilastri del suo pensiero e della sua visione per il Paese. Venerdì prossimo mi recherò alle esequie di Tina Anselmi a Castelfranco Veneto dove rappresenterò il cordoglio unanime e l’omaggio del Senato ad una figura politica veramente straordinaria: una donna che ha servito la Repubblica in molteplici frangenti della storia del nostro Paese e che lascia in noi un vuoto profondo. Tina Anselmi ci ha trasmesso la fulgida testimonianza di un impegno civile e di una passione etica che rappresenteranno un modello sempre attuale per le Istituzioni repubblicane e per tutti i cittadini, specie per le giovani generazioni a cui spetterà raccogliere idealmente il testimone della staffetta “Gabriella”. Invito l’Assemblea ad osservare un minuto di raccoglimento.

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