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    Presidente Boldrini, Presidente Napolitano, autorità, signore e signori,

    è un onore e un piacere partecipare, insieme a relatori così autorevoli, a questo momento di ricordo di Arrigo Boldrini, in occasione del centenario dalla nascita. Boldrini è stato una figura di spicco della storia repubblicana del nostro Paese, sin dal suo periodo fondante, dalla Resistenza, di cui fu grande protagonista, capace di portare a termine, insieme ai reparti alleati britannici, la liberazione di Ravenna nel 1945. Era un perito agrario, ma il desiderio di libertà dall’oppressione nazi-fascista, unitamente ad indubbie doti personali, lo resero addirittura una sorta di condottiero – il comandante Bulow era chiamato – e un abile stratega, capace di ideare ed attuare la sua teoria della cosiddetta “pianurizzazione” della lotta, che si discostava dalla tradizionale idea della resistenza condotta nei boschi e nelle montagne.

    Lui che, come tanti, prima della guerra aveva aderito alla milizia fascista sperando di non essere inviato al fronte. Lui che ne volle invece uscire subito. Il suo amore per la democrazia e per la libertà infatti era troppo grande e non gli permetteva di schierarsi con le milizie fasciste nemmeno per soddisfare un interesse personale, nemmeno per cercare di evitare la guerra. Decorato con medaglia d’oro al valor militare dagli inglesi già nel 1945, dopo la guerra lo ricordiamo componente dell’Assemblea costituente e padre fondatore della nostra amata Carta costituzionale.

    Fu poi parlamentare ininterrottamente dalla prima alla undicesima legislatura, prima come deputato e poi come senatore. E nella sua lunghissima vita politica e istituzionale si batté sempre per la difesa della Costituzione e dei principi in essa contenuti, perché la sentiva davvero come una figlia, una conquista, un bene da tutelare con tutta la forza che aveva. Difese questi ideali con fermezza durante le crisi politico istituzionali degli anni ’60 e durante il periodo dello stragismo degli anni ’70 ed ’80. Allo stesso modo si impegnò, anche come presidente dell’Associazione Partigiani d’Italia, affinché non venissero mai dimenticati, e venissero soprattutto diffusi tra le giovani generazioni che non l’hanno vissuta, i valori e gli ideali che mossero la Guerra di Liberazione. In qualità di membro della Commissione Difesa della Camera e poi Vice Presidente della stessa Commissione in Senato, sostenne fra le altre cose la razionalizzazione e la democratizzazione delle istituzioni della difesa. Ma è per altre battaglie a livello parlamentare ed europeo che voglio, da ultimo, ricordarlo qui. In un momento, come quello che stiamo vivendo, così delicato per le istituzioni europee e purtroppo così drammatico per migliaia e migliaia di persone che stanno sfuggendo a persecuzioni, guerre e situazioni di oppressione, voglio ricordare Arrigo Boldrini per il sostegno convinto all’integrazione europea, e soprattutto per il suo fervido impegno in aiuto di tante popolazioni vittime di regimi dittatoriali, affinché potessero ritrovare la libertà dall’oppressione e convivere in pace.  Posso quindi affermare che davvero Arrigo Boldrini, per usare le sue stesse parole, “ha combattuto per la libertà di tutti: per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro” e per l’affermazione della democrazia in Italia e all’estero, e sono quindi felice di poter ascoltare ora le altissime testimonianze di chi lo ha conosciuto ed apprezzato direttamente.

    Vi ringrazio.

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