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    Autorità, gentili ospiti,

    è un piacere aprire i lavori di questo Convegno nella splendida cornice della Sala Zuccari. Desidero innanzitutto salutare affettuosamente gli organizzatori della giornata di oggi e confermare la gratitudine del Senato della Repubblica per il prezioso lavoro che compiono nel tenere vivo l’interesse per la nostra storia e per alcuni dei suoi più grandi protagonisti. Ricorre oggi il 91esimo anniversario dall’uccisione, per mano fascista, di Giacomo Matteotti; è lecito domandarsi, oltre le giuste celebrazioni che a lui dedichiamo, quali lezioni, a distanza di così tanti anni, possiamo ancora trarre dall’approfondimento degli aspetti più rilevanti della sua vita e del suo pensiero. La risposta è nei valori che rappresenta: competenza, tensione ideale, amore per la politica, impegno istituzionale, esigenza insopprimibile di impedire il consolidamento del fascismo.

    Quel che più mi affascina della figura di Matteotti è il suo rigore morale per il quale non ammise mai compromessi di alcun genere. Coraggiosamente e assolutamente consapevole dei rischi ai quali si sarebbe esposto, accusò a più riprese Mussolini, mettendo in luce le intimidazioni, le collusioni, gli abusi e la violenza squadrista del fascismo. Nella seduta del 30 maggio 1924 pronunciò, in una Camera dei Deputati percorsa da una fortissima tensione, il suo più duro e frontale atto di denuncia dei brogli elettorali delle elezioni politiche dell’aprile precedente. Le sue parole non rappresentarono solo un atto di sfida alla maggioranza fascista ma anche una lucida analisi dei pericoli che il Paese stava correndo: in un tempo rapidissimo, e proprio con l’omicidio Matteotti, si sarebbe infatti realizzata, con tutte le sue tragiche conseguenze, una drammatica accelerazione del disegno autoritario del Duce. Le sue parole e  il vigore con le quali le pronunciò hanno mantenuto intatto il loro portato ideale, restituendoci il profondo senso delle Istituzioni e l’amore per la libertà di cui Matteotti fu testimone in uno dei momenti più difficili del nostro passato.

    E’ per  questo che, come ho avuto modo di dire un anno fa nella solennità dell’Aula del Senato, Giacomo Matteotti rimane un punto di riferimento della nostra storia, una luce che dal passato continua a illuminare il nostro presente e, per più ragioni, ad orientare il nostro futuro, una figura che può parlare a tutti e che per tutti, oggi, può rappresentare un messaggio di speranza e di progresso. La sua vita e la sua morte costituiscono ancora una lezione di intransigenza e di onestà, insieme a quella dei molti altri che nel momento più buio sacrificarono tutto per la libertàSono certo che con l’aiuto degli autorevoli ospiti, che ringrazio per la loro presenza, potremo far tesoro della straordinaria eredità morale, politica e intellettuale di Matteotti in un momento nel quale abbiamo più che mai bisogno di ripartire dalle nostre migliori esperienze per affrontare le difficile sfide che si pongono davanti a noi.

    Auguro a tutti voi buon lavoro.

     

     

     

     

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