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    L`appello di Papa Francesco per la pace in Siria mi ha colpito profondamente.

    Dobbiamo accogliere il richiamo etico, l’invito a riflettere attentamente sulle azioni giuste ed utili per assolvere al dovere della comunità internazionale di difendere la vita, la libertà e la dignità di milioni di cittadini siriani. Le cifre stimate di centomila morti e di milioni di profughi sono sconvolgenti.
    Non credo che un attacco militare, anche se su scala limitata, sia la soluzione di questa crisi. Il conflitto siriano ha una dimensione regionale e occorre assolutamente evitare di esacerbare le gravi tensioni esistenti fra altri Paesi dell`area. È poi legittimo aspettarsi che l`uso della forza non otterrebbe il risultato di pacificare il Paese o almeno indurre le parti a negoziare, ma potrebbe persino aggravare la guerra civile in atto.  A me sembra necessario restare pienamente nel quadro della legalità internazionale, restituendo alle Nazioni Unite il compito fondante di assicurare il mantenimento della pace, attraverso una serie di misure rivolte ad assicurare una soluzione concordata tra le parti in conflitto. L`uso della forza deve essere l’ultima ed estrema risorsa. Ogni azione di guerra colpisce inevitabilmente civili incolpevoli e il popolo siriano sta già soffrendo da troppo tempo.

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