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    Racket e usura sono in aumento nella Tuscia
    Parla l’ex Procuratore nazionale antimafia, ora capolista al Senato nel Lazio per il Pd

    di Roldano Cisternino

    Mercoledì 6 febbraio alle 17.30 alla Chiesa degli Almadiani Pietro Grasso, ex Procuratore nazionale antimafia e attuale candidato per il Pd come capolista al Senato nel Lazio, incontrerà i cittadini di Viterbo. Per lui è un ritorno a distanza di pochi mesi: lo scorso luglio a Caffeina aveva presentato il suo ultimo libro ‘’Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia’’. Raggiunto telefonicamente, Grasso ha accettato di rispondere ad alcune domande.

    Le mancherà la magistratura?

    Ho servito lo Stato in qualità di magistrato per 43 anni. Ho fatto sacrifici e messo tutto il mio impegno per raggiungere obiettivi importanti e condivisi. Ovviamente mi mancherà la magistratura. Ma la stessa determinazione e i medesimi obiettivi sono quelli che ho traslato nel mio impegno politico. Servirò lo Stato con gli stessi fini ma con altre vesti.

    Perché questo cambiamento?

    Ho sentito che era necessario trovare una nuova strada per raggiungere i miei scopi. Tutte le volte che sono stato audito nelle varie commissioni giustizia e antimafia, per contribuire alla discussione su provvedimenti che riguardavano le mie competenze, mi trovavo ad esporre i miei convincimenti e le mie proposte. Purtroppo non ho quasi mai avuto la fortuna di vederle tramutarsi in norme. Ho quindi deciso di dare una veste politica al mio pensiero per influire dall’interno alle riforme sui temi della giustizia.

    Sinteticamente, quali saranno le sue prime proposte da senatore?

    Autoriciclaggio, falso in bilancio, conflitto di interessi.

    I problemi del carcere viterbese di Mammagialla sono comuni a tutto il sistema carcerario. Come pensa sia opportuno intervenire per questa emergenza?

    Occorrono riforme strutturali. Il problema principale è la carenza di polizia penitenziaria, ne è un esempio il carcere di Mammagialla dove manca circa il 40% di personale, a fronte di presenze che sfiorano il doppio della capienza.
    Dobbiamo intervenire tempestivamente con pene alternative, depenalizzazione, riforma delle leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi ed ex Cirielli, finanziamento della legge Smuraglia per il lavoro infra ed extra murario, recupero dei tossicodipendenti.

    Quale è la fotografia della criminalità nel viterbese?

    Nella provincia il problema principale è lo spaccio di droga che trova i suoi canali di rifornimento dalla Capitale. Inoltre non possiamo escludere la presenza di una criminalità che riesce a infiltrarsi nei gangli economici della provincia attraverso investimenti in attività lecite. Sta infine aumentando molto il rischio racket e usura in tutta la zona, come avviene sempre in tempi di crisi.

    fonte: ViterboOggi

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