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    Cari amici dei Paesi di America Latina e Caraibi,

    Voglio per prima cosa augurarvi un caloroso benvenuto e ringraziarvi per la vostra presenza, una manifestazione di amicizia e considerazione per il Parlamento e per il popolo italiano, che noi tutti sinceramente ricambiamo. Questo primo Forum parlamentare è una sfida in cui la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica italiani hanno creduto fermamente, nella consapevolezza che il solido patrimonio di relazioni e cooperazione fra l’Italia, l’America Latina e i Caraibi non si ferma al livello degli scambi economici e commerciali, né investe solo la dimensione governativa, ma si spinge ad abbracciare la parte più intima, sensibile e profonda delle nostre democrazie, quella che trova voce ed espressione nelle istituzioni parlamentari.

    A governi forti devono corrispondere Parlamenti forti. Ho avuto modo di osservarlo lo scorso giugno a Milano, in occasione della VII Conferenza intergovernativa che ha segnato un successo senza precedenti, per il quale mi congratulo ancora con il Ministro Gentiloni. Ma la nostra precisa, matura consapevolezza del ruolo dei Parlamenti deve essere, io credo, il punto di partenza e il cuore del nostro incontro. Viviamo un momento complesso e difficile del rapporto fra cittadini e istituzioni. La politica odierna è lacerata da spinte contrapposte: da una parte l’esigenza di efficienza e speditezza dell’azione di governo; dall’altra la necessità di ricostruire e rafforzare i meccanismi democratici di rappresentanza dei bisogni dei cittadini. Noi dobbiamo essere gli interpreti di tali bisogni, anche in chiave di cooperazione internazionale. Al dialogo multilaterale fra i governi spetta delineare le macro-strategie politiche e individuare le corrispondenti azioni di governo. La diplomazia parlamentare invece per sua natura può dedicarsi, con la profondità e la serenità che i ritmi e le rigidità dei contesti governativi non sempre consentono, alle grandi scelte valoriali e geopolitiche, che precedono la definizione delle strategie politiche, sulle quali poi i parlamenti intervengono attraverso il controllo democratico.

    Nostro obiettivo prioritario è, pertanto, elevare la qualità della democrazia, restituendo centralità ai parlamenti quali sedi della sovranità popolare, della produzione legislativa e controllo sull’operato dei governi. Negli ultimi anni, in tanti paesi del mondo occidentale abbiamo assistito a una tendenza allo squilibrio del rapporto tra funzione legislativa e potere esecutivo che non aiuta a sviluppare meccanismi di partecipazione al processo decisionale e allontana il cittadino dalle istituzioni e dalla politica. Questo è avvenuto in Unione Europea. L’America latina e i Caraibi hanno invece tradizionalmente conosciuto forme di governo presidenziali contraddistinte da una marcata separazione tra potere legislativo ed esecutivo. La sfida della cooperazione interparlamentare è quindi trovare formule per rafforzare il ruolo delle assemblee rappresentative partendo da temi concreti, dalle istanze di tutela dei diritti fondamentali, dalle aspettative di vita e affermazione personale, soprattutto dei giovani e dalle aspirazioni di crescita economica che ogni giorno i nostri cittadini ci chiamano a soddisfare, con uno sguardo rivolto anche alle future generazioni.

    Nessuno di noi è in grado di affrontare questi temi chiuso in una mera dimensione nazionale. Eppure, non dobbiamo cedere a una visione della globalizzazione come relativismo dei modelli di vita e di sviluppo economico, e come uniformazione delle risposte ai bisogni comuni. La nostra storia comune, l’intenso livello degli scambi commerciali, la storica presenza di comunità italiane in America Latina e Caraibi, e delle vostre comunità in Italia, sono testimonianza di un modello di cooperazione che riconosce e rispetta le specificità di ciascun territorio, in una prospettiva che io definisco di “concorrenza solidale”.

    I titoli delle tre sessioni che strutturano i nostri lavori testimoniano lo spirito con cui abbiamo pensato a questo Forum, che non può limitarsi solo ad un momento di confronto e dialogo su temi politici di comune interesse, ma intende prospettare, con spirito fattuale e propositivo, diverse aree di integrazione, promuovendo un impegno concreto dei nostri parlamenti a sostegno di una pluralità di iniziative: collaborazione nel settore delle opere pubbliche e delle infrastrutture, nel quale l’Italia può vantare un’importante esperienza e capacità; collaborazione scientifica e tecnologica in settore strategici quali lo spazio, le biotecnologie, l’alimentazione e lo sviluppo sostenibili; scambi fra i sistemi accademici, anche per rafforzare la reciproca mobilità studentesca; valorizzazione dei beni culturali e dei rispettivi patrimoni linguistico-culturali.

    Sul piano della collaborazione economica, merita particolare attenzione il modello produttivo italiano delle piccole e medie imprese e dei distretti industriali, che da tempo suscita un grande interesse nei paesi latinoamericani e caraibici. Durante il primo Forum italo-latinoamericano delle PMI svoltosi nello scorso dicembre è stata messa in risalto la potenzialità di sviluppo del settore, con particolare riferimento all’innovazione, al trasferimento di tecnologia e alle collaborazioni aziendali.

    Quello italo-latinoamericano non è solo uno spazio comune di democrazia e valori, ma anche un’area geopolitica di stabilità e sicurezza. Mentre le aree di instabilità si allargano e i conflitti regionali hanno sempre più un carattere di interdipendenza, è importantissimo rafforzare la concertazione tra i nostri Paesi rispetto alle sfide della sicurezza globale, in particolare nelle sedi multilaterali come le Nazioni Unite. Fra queste emergenze comuni, vorrei riflettere sulla legalità. Mi piace ripetere che finora, alla globalizzazione del crimine e del terrorismo non abbiamo finora saputo opporre la globalizzazione della legalità. Su questo terreno, nella mia precedente esperienza di magistrato e di Procuratore nazionale antimafia ho sperimentato personalmente l’importanza di attivare circuiti sovranazionali di contrasto al crimine, alla corruzione, all’economia illegale, fondati sulla condivisione di norme e di strumenti operativi, la realizzazione di programmi comuni di formazione e lo scambio di informazioni e elementi di indagine.

    Il nostro Forum cade durante l’Anno dell’Italia in America Latina, un’esperienza innovativa di partnership strategica tra l’Italia e il Continente Latino-americano che prevede una serie di iniziative per rappresentare la complessità e la vitalità delle realtà culturali, sociali, economiche, scientifiche, tecnologiche dell’Italia contemporanea. Protagonista del rilancio di queste relazioni è l’Istituto Italo-Latino Americano il quale ha anche contributo in modo fondamentale all’organizzazione di questo Forum e che ringrazio per il lavoro svolto con Senato, Camera e Ministero degli Affari esteri e della cooperazione.

    Concludo augurando a tutti voi di saper trarre il meglio da questo Forum, il cui successo dipenderà interamente dalla determinazione di ciascuno di noi, oltre che dalla nostra fiducia reciproca. Sono certo che, insieme, sapremo coniugare quella visione lungimirante e aperta dei problemi politici che rappresenta il tratto saliente della rappresentanza parlamentare con uno spirito pragmatico e propositivo tale da individuare percorsi condivisi ai problemi e ai bisogni dei cittadini. Grazie.

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