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    Autorità, Gentili ospiti, Signore e Signori,

    è con vivo piacere che il Senato ospita oggi la presentazione della Relazione annuale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Ringrazio il Presidente Pitruzzella perché la sua presenza qui oggi ci offre l’occasione per riflettere su alcune questioni di importanza cruciale per il nostro Paese. Nell’attuale contesto di crisi economica e finanziaria, in cui si affacciano i primi – per quanto ancora fragili – segnali di ripresa, la politica della concorrenza svolge un ruolo di primo piano nel garantire il corretto funzionamento dei mercati, tutelato dall’articolo 41 della nostra Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera”. Difendere questa libertà da  accordi di cartello,  rendite di posizione e concentrazione del potere economico è proprio il cuore del lavoro dell’Autorità.

    Solo con un mercato libero e concorrenziale l’Italia e l’Europa potranno uscire dalla crisi: non a caso la tutela della concorrenza è una componente essenziale del processo di integrazione europea fin dai Trattati istitutivi del 1957. La concorrenza, infatti, è un vero e proprio motore di innovazione e crescita. Una concorrenza effettiva stimola le imprese a diventare più efficienti; consente alle aziende maggiormente produttive di prendere il posto degli operatori meno efficienti; promuove gli investimenti e l’innovazione. Solo valorizzando il talento, le competenze e l’efficienza nella scuola e nelle università, negli enti pubblici e nelle imprese sarà possibile rilanciare la crescita e sbloccare la nostra economia. Oltre a ciò, lasciatemi aggiungere, c’è un’altra concorrenza sleale che blocca la nostra economia e soffoca nella culla idee innovative, operatori coraggiosi e imprese che in altri contesti potrebbero prosperare. Mi riferisco alla criminalità organizzata, che inquina l’economia e prospera senza doversi preoccupare della difficoltà di reperire i capitali per iniziare le attività e dei vincoli previsti dalla legge in materia di tutela dei diritti del lavoratore.

    Con la crisi le ripercussioni negative dei comportamenti anticoncorrenziali sui consumatori hanno un impatto ancora maggiore. Proprio la tutela del consumatore è da tempo il baricentro dell’azione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla quale il legislatore ha da tempo affidato – in linea con le migliori tradizioni degli ordinamenti più evoluti in questa materia, quali quelli di Regno Unito, Stati Uniti e Australia – anche il compito di applicare la normativa in materia di pratiche commerciali scorrette e di pubblicità ingannevole e comparativa illecita.

    Concludo con un ultimo spunto di riflessione: il ruolo delle Autorità, e in particolar modo di un’autorità come questa che ha a che fare quotidianamente con i diritti dei consumatori e i comportamenti delle aziende, ha senso solo se riesce a dimostrare in ogni suo atto la più alta e ferma indipendenza dalle pressioni e dalle proposte indebite provenienti da ogni parte: dalle aziende multinazionali, che in alcuni casi fatturano come uno Stato di media grandezza, dalle imprese di bandiera, dagli operatori in mercati sensibili, dalla politica.

    L’Autorità ha esercitato i propri poteri con azioni puntuali ed equilibrate, vigilando con rigore e intervenendo con determinazione a tutela del consumatore e delle imprese. Rivolgo, dunque, all’Autorità – e al Presidente Pitruzzella che qui la rappresenta – il mio più sentito apprezzamento per l’attività svolta, insieme all’auspicio che anche in futuro essa continui a svolgere, con lo stesso impegno, il proprio ruolo di arbitro attento e indipendente.

    Grazie.

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