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    Autorità, Gentili ospiti, cari amici,

    Prima di cominciare il convegno vorrei dire a nome di tutti che le notizie che arrivano da Bruxelles ci angosciano profondamente. Il mio primo pensiero va a tutti coloro che stanno soffrendo, alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che in queste ore vivono con terrore gli attacchi alla capitale della nostra Europa. La nostra reazione politica deve essere quella di unirci tutti in Europa e fuori dall’Europa per reagire con fermezza contro le organizzazioni terroristiche e le ideologie della violenza. In questo momento dobbiamo sentire più che mai la forza dell’Unione europea, della sua storia e dei suoi principi. L’obiettivo immediato da perseguire è accelerare al massimo la circolazione di informazioni, addirittura in tempo reale, per contribuire a prevenire attentati di questo genere e salvare vite umane. E’ stato convocato per questo pomeriggio il Comitato per la Sicurezza ed esprimo la massima fiducia per la professionalità, la serietà e la dedizione delle nostre forze dell’ordine, del comparto di intelligence e della magistratura.

    Venendo al tema di questo incontro, desidero ringraziare per la loro presenza il Presidente Squitieri, il Ministro Padoan e tutti gli autorevoli relatori che contribuiranno con la loro professionalità ed esperienza alla discussione di questa mattina. Mi complimento molto con i magistrati della Corte dei Conti che hanno redatto il corposo Rapporto e gli altri collaboratori, per lo sforzo di fornire alla politica uno strumento insieme di valutazione e di prospettiva. Io sono da sempre convinto dell’importanza di un sostegno tecnico di così alto livello alle difficili responsabilità decisionali della politica, e questo vale ancora di più in questa materia di formidabile complessità, che è al cuore dell’azione dello Stato. La sinergia fra la Corte dei Conti e il Parlamento si è rivelata particolarmente strategica nell’attuale scenario economico-finanziario. Il Parlamento, nelle sue funzioni di indirizzo e controllo della finanza pubblica, così come nelle funzioni legislative, ha bisogno di strumenti di informazione e di analisi qualificati che gli consentano di svolgere il proprio ruolo in autonomia dall’esecutivo e con piena consapevolezza. La crisi economica e il conseguente sistema di governance definito a livello europeo, hanno contribuito a rafforzare il ruolo delle assemblee rappresentative quali garanti della trasparenza e della coerenza delle fondamentali scelte strategiche adottate in ambito finanziario. La comprensibile centralità che i governi tendono ad assumere in tale settore e in queste contingenze deve essere infatti affiancata da strumenti idonei a garantire la partecipazione democratica e la rappresentazione dei bisogni fondamentali dei cittadini, di cui i Parlamenti sono i naturali interpreti. In questa prospettiva si colloca la scelta, effettuata con la riforma costituzionale del 2012 sul pareggio di bilancio, di istituire l’Ufficio parlamentare di bilancio, al fine di arricchire gli elementi di analisi sugli andamenti finanziari e macro-economici a favore del Parlamento ma anche degli altri decisori pubblici. Il Parlamento è così messo in grado di valutare le tendenze della finanza pubblica, intervenendo non soltanto nella fase di approvazione del bilancio, ma anche nella fase ex ante, vale a dire nella verifica delle stime economiche usate dal Governo per predisporre i principali strumenti contabili.

    In questo contesto, il Rapporto segnala anzitutto le innovazioni delle politiche di bilancio negli anni di crisi, e si sofferma ad analizzare i principali aggregati di entrata e spesa e il ruolo delle istituzioni che coordinano la finanza pubblica sul territorio nazionale. Mi sembra che il dato più rilevante emergente dal Rapporto riguardi la grande trasformazione in atto, e un quadro definito (cito le conclusioni) “articolato, inevitabilmente fatto di luci e ombre, di processi compiuti e di nodi da sciogliere, di innovazioni ormai consolidate e di settori su cui ancora non si è riusciti a intervenire”. A fronte dei dati relativi alla crescita, purtroppo ancora molto incerti, specialmente in relazione agli altri Paesi europei, dal Rapporto emerge una conferma dell’importanza di politiche espansive, in continuità con l’ultima legge di stabilità e in vista di ulteriori misure finalizzate a rilanciare i consumi e l’economia. Un altro tema centrale riguarda le scelte di finanza pubblica con riguardo agli enti territoriali di base: il Rapporto segnala la recente tendenza registrata nel nostro Paese, e in Europa, a ricentralizzare la spesa a favore dello Stato. Su questo profilo io credo che sarà di fondamentale importanza armonizzare le scelte di carattere finanziario con quelle istituzionali, partendo dal binomio di base “funzioni-risorse”. Sono certo che, anche nella prospettiva della riforma costituzionale in itinere, sapremo trovare soluzioni idonee a conciliare da una parte le istanze del decentramento, dall’altra il controllo della spesa.

    Concludo con un pensiero rivolto ai cittadini in difficoltà, purtroppo sono tanti, che la crisi economica ha spesso spinto alla marginalizzazione. Sono convinto, mi capita di ripeterlo spesso, che il dovere primario dello Stato, della politica e delle istituzioni sia mettere sempre al centro la vita quotidiana, le difficoltà, le speranze, i sogni delle persone, in particolare dei giovani. La responsabilità che grava su di noi è duplice: garantire la gestione corretta, seria, equilibrata delle risorse pubbliche e soprattutto promuovere crescita, lavoro, produzione, innovazione, progetti sui quali costruire il futuro del Paese.

    Grazie.

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