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    Autorità, gentili ospiti,

    sono particolarmente lieto di ospitare presso il Senato la presentazione del rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti. Desidero anzitutto ringraziare il Presidente Raffaele Squitieri e l’intera Magistratura contabile per il fondamentale contributo tecnico che offre, anche con questo appuntamento, al dibattito politico e parlamentare. Ogni ordinamento democratico contempla la presenza di un organo di rilievo costituzionale, autonomo e indipendente rispetto al Parlamento e al Governo, che vigili sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, sul rispetto degli equilibri finanziari nonché sulla regolarità, efficacia ed efficienza dell’azione della pubblica Amministrazione.

    Questa funzione di supremo controllore, imparziale e terzo, dell’attività pubblica e dell’impiego delle pubbliche risorse è un elemento essenziale per la democrazia, perché ha l’obiettivo di accrescere la trasparenza e l’efficienza dell’Amministrazione – in modo da assicurare la miglior qualità dei servizi resi ai cittadini – nonché di esercitare in modo puntuale e rigoroso la giurisdizione di responsabilità. Ho sempre ritenuto che l’etica della responsabilità sia fondamentale per una democrazia: ciascun amministratore, ciascun politico, deve essere consapevole che le sue decisioni e le sue azioni hanno ricadute, positive e negative, su tutti i cittadini, attuali e futuri. Oggi più che in passato – anche in considerazione del quadro degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea – è necessaria la massima accortezza nell’impiego delle risorse economiche, la massima severità nei casi in cui la Corte accerti il danno erariale, la massima sollecitudine per il recupero delle somme  alle casse dello Stato: è indispensabile una gestione dei conti pubblici trasparente, attenta, rigorosa e scrupolosa.

    Mi ha fatto davvero piacere vedere quest’anno la Corte dei Conti, insieme alle scuole di tutta Italia, sulla nave della legalità, e che abbia colto questa occasione per la premiazione di un concorso fatto in collaborazione con il Miur e rivolto agli studenti. Il tema scelto è stato lo “spreco”: ai ragazzi è stato chiesto di fare una mappatura delle opere pubbliche incompiute. Lasciatemi dire che questa iniziativa ha davvero un valore importante, non solo a livello di impegno e contenuti per gli studenti ma anche a livello simbolico: le giovani generazioni ci consegnano una “mappa della vergogna” che deve essere di monito per tutte le istituzioni.

    Nella fase negativa del ciclo economico, che stiamo ancora attraversando, e in un momento in cui sono ancora molte le incertezze sulla forza della ripresa che pur si va configurando, è essenziale ricreare un clima di fiducia nelle Istituzioni e nella loro capacità di operare al servizio e nell’interesse esclusivo della collettività. Solo così è possibile ricostruire la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di crescita. Poi, una volta entrati nella fase espansiva del ciclo economico sarà dovere dei decisori pubblici cogliere le opportunità di risanamento della finanza pubblica. Opportunità che altri Paesi hanno saputo cogliere – dimostrando una lungimiranza maggiore della nostra – nel precedente ciclo espansivo, da cui è conseguita la possibilità di attutire gli effetti negativi della attuale crisi.

    Solo garantendo una corretta gestione delle risorse pubbliche ed un effettivo equilibrio finanziario e di bilancio è possibile assicurare ai cittadini i diritti garantiti dalla nostra carta costituzionale e, di conseguenza, parlare di democrazia nel senso più compiuto del termine. Ringrazio pertanto il Presidente Squitieri e tutti i relatori: sono certo che anche quest’anno il rapporto offrirà spunti di riflessione particolarmente interessanti ed utili in questa fase di dibattito sulla gestione e il controllo dei conti pubblici.

    Grazie

     

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