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    Autorità, gentili ospiti,

    è per me un grande piacere e motivo di particolare soddisfazione presentare oggi in questa sala del Senato la prima edizione del Master universitario di secondo livello in Analisi e valutazione delle politiche pubbliche. L’avvio di questa importante iniziativa formativa rappresenta il primo concreto e significativo passo della collaborazione tra Senato e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e delle province autonome. Nel dicembre scorso, infatti, fu firmato un protocollo di intesa tra il Senato e la Conferenza che prevede l’instaurazione di un rapporto di sistematica collaborazione tra le due Istituzioni, con lo specifico obiettivo di creare, valorizzare e condividere conoscenze, procedure ed esperienze.

    Ebbene, l’avvio della prima edizione del Master universitario è proprio il frutto di tale collaborazione. Infatti, per dar seguito a quel protocollo è stata stipulata una convenzione tra il Senato, la Conferenza, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Associazione per lo Sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche e la Fondazione Bruno Kessler, al cui interno opera l’Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche. Il Master inizierà tra pochi giorni, il 18 aprile. Vi prenderanno parte 26 studenti e diversi uditori, principalmente dipendenti di Amministrazioni pubbliche e delle Assemblee legislative regionali e nazionali. Il corso presenterà un approccio rigoroso, multidisciplinare e con una particolare attenzione allo sviluppo delle capacità di analisi quantitativa. Lascio agli altri illustri rappresentanti delle Istituzioni organizzatrici del Master l’analisi e la descrizione più dettagliata del programma, delle metodologie didattiche e delle finalità formative. Io mi limito a ricordare che i Legislatori hanno sempre maggiore necessità di avere a disposizione informazioni accurate e allo stesso tempo facilmente fruibili e intellegibili che consentano loro di capire se i risultati ottenuti dalle politiche adottate siano stati coerenti con gli obiettivi perseguiti. L’interrogativo principale riguarda l’efficacia dell’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate per produrre un cambiamento desiderato. Il cambiamento è avvenuto davvero? In caso positivo, è merito delle risorse spese o sarebbe avvenuto comunque? A chi è servito? Si sarebbe potuto fare meglio?

    Credo infatti che non solo bisogna preoccuparsi di spendere correttamente, rispettando regole e vincoli normativi, senza sprechi, ma anche spendere in modo tale da raggiungere gli effetti desiderati dal Legislatore. Queste esigenze acquisiscono maggiore rilevanza in un’epoca in cui le ristrettezze di bilancio causate dalla crisi dell’economia mondiale impongono di individuare modi socialmente accettabili di ridurre e, al contempo, migliorare la qualità della spesa pubblica. La valutazione delle politiche pubbliche può costituire uno strumento conoscitivo formidabile di tale processo, in quanto valutare vuol dire avere a disposizione strumenti per decidere con consapevolezza. Questo processo di apprendimento può peraltro consentire alla politica di tornare ad acquisire una rinnovata legittimità attraverso il migliore soddisfacimento delle esigenze del Paese. Per far questo è necessario poter disporre di tecnici preparati, utilizzatori competenti delle migliori metodologie, principalmente quantitative, di analisi e valutazione e, al contempo, sensibili conoscitori dei meccanismi istituzionali. Tecnici che devono essere in grado sia di elaborare e interpretare i dati, sia di proporli ai Legislatori in una forma comprensibile e utile per il processo decisionale.

    L’Amministrazione del Senato, proprio per rispondere a questa esigenza, parallelamente all’organizzazione del Master, ha iniziato, ormai da diversi mesi, a dotarsi di una strumentazione conoscitiva diffusa in tutti i Servizi e di strutture specificamente mirate che possano contribuire a dare un supporto tecnico ai Senatori, anche in merito alla valutazione delle politiche, oltre che nelle materie tipiche delle amministrazioni parlamentari.

    A prescindere, infatti, dalla riforma costituzionale – che prevede peraltro tra gli specifici compiti del “nuovo” Senato proprio l’obbligo di effettuare la valutazione delle politiche pubbliche – ritengo sia assolutamente essenziale per noi politici sapere se decisioni adottate in risposta alle esigenze dei cittadini abbiano avuto gli esiti desiderati e raggiunto gli effetti previsti.

    Per questo motivo, con convinzione, ho voluto stipulare accordi e convenzioni tra il Senato e Istituzioni di altissimo livello (tra le quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Banca d’Italia, la Guardia di Finanza, l’Istat, oltre ovviamente alla convenzione con le Istituzioni presenti oggi a questo tavolo!). Tutte hanno aderito con particolare entusiasmo e i loro rappresentanti mi hanno confidato che è forse la prima volta in Italia che un Organo costituzionale assume una simile iniziativa, segno di una nuova attenzione che la politica rivolge alla ricerca e al patrimonio conoscitivo quale fondamento per un procedimento decisionale consapevole.

    Il Master che presentiamo oggi ha esattamente l’obiettivo di formare quei professionisti della valutazione delle politiche pubbliche che possano interfacciarsi allo stesso tempo sia con il decisore politico sia con gli esperti e gli specialisti di settore, con l’obiettivo di comprendere se la norma stia funzionando – ove già adottata – ovvero abbia possibilità di funzionare – se in fase di adozione – secondo le intenzioni del Legislatore.

    Concludo ringraziando ancora gli illustri rappresentanti delle Istituzioni organizzatrici del Master per il lavoro svolto e per la convinzione e determinazione con cui hanno accettato la sfida di avviare un’esperienza formativa che non ha precedenti nel mondo accademico. In meno di cinque mesi siamo stati in grado di realizzare questo importante obiettivo. C’è stato un lavoro intenso delle strutture di ciascuna Istituzione coinvolta, ma so che è stato un lavoro svolto con particolare dedizione proprio perché tutti coloro che vi han preso parte si sono resi conto che stavano contribuendo alla realizzazione di qualcosa di particolarmente innovativo per il Paese e che potrà avere un impatto significativo. Credo che anche la scelta di tenere le lezioni in una sede del Senato – nella Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani – abbia un valore simbolico importante. Grazie.

     

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