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    Autorità, colleghi, gentili ospiti,

    ho accolto con molto piacere l’opportunità di ospitare in Senato la presentazione del nuovo volume della professoressa Anna Costanza Baldry. Voglio complimentarmi con l’autrice, l’editore e tutti coloro che hanno dato vita   a questo importante progetto sugli orfani speciali, vittime collaterali e innocenti del femminicidio. Si tratta di un reato gravissimo di particolare riprovazione e disvalore sociale: una efferata violenza che nasce spesso tra le mura domestiche, in famiglie apparentemente serene ma dilaniate da rapporti interpersonali distruttivi. Nella prima parte del libro viene analizzato il femminicidio nelle sue dinamiche psico-sociali. Appare chiaro che bisogna realizzare interventi strutturati e non emergenziali, in grado di combatterlo in tutte le sue forme: dalle offese, alle minacce, agli atti di violenza fisica e psicologica. Cittadini ed Istituzioni devono poi dare il proprio contributo per abbattere la sub-cultura dell’indifferenza e dell’omertà attraverso la denuncia e l’accertamento delle specifiche responsabilità; d’altro canto è fondamentale sostenere al meglio chi è vittima di maltrattamenti. Purtroppo – e credo questo sia un argomento che merita un serio approfondimento – sono ancora troppi i casi di chi, per paura, vergogna, mancanza di mezzi o una pericolosa sottovalutazione, nasconde le violenze subite. Gli interventi di carattere legislativo sono senza dubbio necessari, ma l’arma vincente non può che scaturire da un cambiamento culturale. Occorre promuovere, a partire dai contesti familiari e scolastici, i valori del rispetto e dell’uguaglianza di genere per eliminare all’origine pregiudizi, abitudini e stereotipi che possono dar vita a comportamenti che in alcun modo possono essere tollerati o giustificati. Ad essere vittime di femminicidio non sono solo le donne, “ree di aver incontrato un uomo sbagliato e incapace di amarle” ma anche i figli, vittime silenziose della cosiddetta “violenza assistita”. I minori si trovano ad affrontare un doppio trauma che, inevitabilmente, ne mina la crescita, la serenità, il futuro. Nella seconda parte del volume che oggi presentiamo sono riportati i dati quantitativi emersi dal progetto Switch-off: è doloroso constatare che, in due casi su tre, i bambini sono testimoni oculari della violenza o dell’omicidio della madre da parte del padre. Su questa tipologia di orfani non esistono dati ufficiali, le notizie a disposizioni sono poche. Proprio per colmare questo vuoto e per avviare un’ampia riflessione, il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli, con la partnership dell’Associazione nazionale Dire, dell’Università di Cipro e della Lituania, ha dato vita al progetto europeo “Switch-off“, nato con l’intento di monitorare i casi degli “orfani speciali”. Il progetto offre agli esperti del settore e alle Istituzioni chiavi di lettura significative: oltre a riportare i dati statistici sull’entità del fenomeno, analizza le problematiche relative alla cura degli orfani speciali e identifica la necessità di mettere a punto efficaci politiche di sostegno. Oltre ai provvedimenti di natura legislativa è fondamentale anche potenziare le azioni di prevenzione: penso si debbano concentrare risorse e forze su programmi di assistenza psicologica alle donne, alle coppie e ai minori coinvolti, al fine di consentire loro di uscire da quel muro di paura, vergogna, silenzio, in cui troppo spesso si isolano. La Camera dei Deputati ha approvato, lo scorso 1 marzo, un disegno di legge recante disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici che è ora all’esame, in sede deliberante, della Commissione Giustizia del Senato. Sono convinto che il Parlamento debba al più presto concludere l’iter di questo DDL che introdurrebbe alcune misure – penso ad esempio alla previsione di un’adeguata assistenza medico-psicologica e alla creazione di borse di studio – che rappresenterebbero un importante passo in avanti. Sono sicuro che gli autorevoli relatori che interverranno sapranno, da prospettive diverse, aumentare la nostra consapevolezza e la conoscenza di questo tema. Auguro a tutti voi buon lavoro. Grazie.

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