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    Signor Presidente della Repubblica, Autorità, gentili ospiti,

    sono estremamente lieto di poter ospitare in Senato la presentazione di questo libro, La politica come scienzaScritti in onore di Giovanni Sartori”.

    In occasione del suo novantesimo compleanno, l’on. Stefano Passigli ha curato questa raccolta che unisce gli scritti di venti tra amici e allievi di vecchia data che hanno dato il proprio personale contributo, e tributo, a chi ormai viene da tutti considerato, come ricorda il curatore del volume, “il politologo per eccellenza”, uno dei più importanti intellettuali del nostro Paese, che ringrazio per la sua presenza. A lei, professore, dobbiamo importanti elaborazioni teoriche della scienza politica, che hanno contribuito all’arricchimento metodologico e concettuale della materia e influenzato, con il loro grande valore innovativo, lo sviluppo della disciplina sia in Italia sia all’estero. Ai più giovani va ricordato che la nascita della scienza politica come disciplina accademica in Italia si deve proprio alla sua opera.

    La scelta di Sartori per la democrazia rappresentativa, tra i vari modelli alternativi di democrazia, è subito chiara, fin dal suo fondamentale lavoro del 1957, Democrazia e definizioni. La sua opera decennale si articola poi nello studio della teoria delle democrazie, nello studio dei partiti politici e delle leggi elettorali, creando un collegamento tra teoria e pratica, tra fondamento scientifico ed esperienza empirica, che è una caratteristica peculiare della sua ricerca. Tra i molti, non si possono non citare due suoi lavori che rappresentano due punti di riferimento fondamentali della scienza politica moderna: Parties and parties systems e The theory of democracy revisited. Parlare del suo impegno e dei suoi scritti significa attraversare la storia della politica del nostro Paese. In lei, prof. Sartori, la scienza e l’impegno in prima linea si sono uniti. La sua verve giornalistica, la sua vis polemica e le sue critiche acute e mordaci, spesso anticipatorie di verità, ne hanno fatto uno “scienziato militante”, ma mai uno scienziato “partigiano”, nonostante non mancarono in passato suggestioni e tentativi in tal senso, sempre rifiutati.

    Lei  non è stato e non è solo un grandissimo studioso, che ha fatto del rigore scientifico e dell’analisi metodologica della democrazia il centro del suo lavoro ma anche e soprattutto un uomo che ha reso fruibile la scienza politica e le domande cui essa tenda di rispondere ad un pubblico più ampio, anche di non addetti ai lavori: tutti ricordiamo i suoi editoriali sul Corriere della Sera, di cui sono certo il direttore De Bortoli ci parlerà fra poco, e abbiamo impressi i suoi interventi pungenti nei principali talk show.

    Grazie a lei la scienza politica è divenuta scienza applicativa, scienza impegnata, che non può trascurare, ad esempio, l’influenza spesso distorsiva introdotta dai media nel processo democratico: il suo ”homo videns” in questo senso è ancora oggi – che dal mezzo visivo siamo passati a mezzi interattivi come i “social network” – un testo fondamentale per gli studiosi e per gli appassionati.

    Il suo modello di scienza politica è intrinsecamente applicativo, volto ad orientare i comportamenti: non intende fissare gli obiettivi o fare scelte di valore. Una volta stabilite le finalità da parte dei decisori politici, la scienza indica gli interventi applicativi, gli strumenti più consoni al raggiungimento di quelle finalità. Il volume raccoglie scritti non soltanto di politologi, ma anche di esperti di altre discipline, che tuttavia, con il professor Sartori, hanno condiviso lo studio del funzionamento del nostro sistema politico e istituzionale. Si tratta di una scelta interessante e fruttuosa, che consente di effettuare un’analisi da una pluralità di punti di vista: quello della scienza politica, quello del diritto pubblico e del diritto costituzionale. I saggi che compongono il volume che oggi presentiamo restituiscono chiaramente l’ampiezza, la ricchezza e la profondità del suo pensiero. Gli scritti che si ispirano ai suoi studi spaziano su argomenti di estrema attualità: l’analisi dei sistemi partitici e la loro evoluzione, la “personalizzazione” degli stessi, i fenomeni trasformistici, il percorso delle riforme costituzionali, la crisi economica e il suo impatto sulla governance europea, il federalismo, il terrorismo, solo per citare alcune delle tematiche affrontate. Proprio l’ampiezza e pluralità dei temi analizzati testimonia quello che è uno degli insegnamenti di Sartori: la scienza politica è una scienza viva. Non a caso molti degli autori che hanno contribuito al libro che oggi viene presentato, e molti dei suoi allievi, hanno preso posto sugli scranni del Parlamento e sono, ancora oggi, impegnati in attività politica e pubblicistica.

    Desidero ringraziare l’onorevole Passigli per averci dato questa opportunità importante di riflessione su tematiche così attuali e rilevanti per la vita democratica del paese, nonché per averci fornito anche l’occasione per rendere omaggio non solo all’opera dello studioso ma anche e soprattutto e all’indipendenza e alla coerenza dell’uomo Sartori.

    Il ringraziamento più grande, infine, non può che essere rivolto al Professor Sartori, che ha voluto recentemente donare al Senato la testimonianza del suo straordinario percorso accademico e intellettuale, della vivacità e ampiezza della sua produzione scientifica, dell’identità e del segno del suo pensiero. Il Fondo Sartori, 5.000 volumi e diverse migliaia di opuscoli e carte di cospicuo valore culturale, è entrato a far parte della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, dove si sta lavorando perché quel patrimonio possa essere, quanto prima, accessibile al pubblico. Ciò anche grazie alla Commissione presieduta dal Senatore Sergio Zavoli, la cui volontà è quella di tutelare e mettere a disposizione d’ogni cittadino, in particolare i giovani, un nuovo significativo itinerario dello spirito e delle idee, in definitiva della conoscenza.

    Abbiamo accolto questa sua generosa donazione con grande gioia e profondo orgoglio: grazie davvero, Professore.

     

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