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    Caro Ambasciatore Li Ruiyu, cari professori, cari amici

    ho davvero molto piacere di potere ospitare nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani la presentazione di questo nuovo Volume della Collana “Diritto cinese e sistema giuridico romanistico. Leggi tradotte della Repubblica Popolare cinese”, curato da Laura Formichella e Enrico Toti. L’iniziativa editoriale è stata avviata nel 2000 nell’ambito di un più ampio programma di diffusione in Italia della conoscenza del diritto cinese ed è tuttora l’unico esempio di traduzione di carattere scientifico di leggi cinesi in italiano, con testo a fronte. Dopo i precedenti volumi sui contratti, sui diritti reali, sulle società, sui marchi, brevetti e diritto d’autore, sull’ambiente, la pubblicazione di questo nono volume, dedicato alla legge sulla sicurezza alimentare testimonia in maniera emblematica i progressi compiuti nel nostro Paese nello studio e divulgazione della legislazione cinese. La Collana offre un contributo di fondamentale importanza ai fini non solo della comparazione giuridica e della ricerca scientifica, ma anche della conoscibilità stessa delle obbligazioni giuridiche da parte dei tanti imprenditori, professionisti e consulenti che contribuiscono ad alimentare gli scambi e le relazioni economiche tra Italia e Cina. Uno strumento molto utile anche per l’impresa. Le barriere che gli imprenditori incontrano all’ingresso in un Paese non sono solo quelle doganali, ma anche quelle giuridiche, amministrative, culturali, linguistiche che molto spesso ostacolano o ritardano il pieno inserimento nel tessuto produttivo locale.

    I rapporti tra il nostro Paese e la Cina vivono una nuova e rigogliosa fase. Le visite istituzionali reciproche offrono chiara rappresentazione della dimensione e della saldezza di relazioni che intercorrono tra i nostri Paesi. Io ricordo con grandissimo piacere la mia bella visita nella Repubblica Popolare Cinese, che è stata seguita da quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente Gentiloni. Una delle direzioni strategiche più importanti del futuro dei nostri rapporti attiene allo strutturale coinvolgimento italiano nelle nuove “Vie della Seta” o “Una cintura, una strada”. Ci sono una molteplicità di altri rapporti: economici politici, culturali, tecnici, giuridici. Il contributo che l’Italia può offrire al diritto e all’economia cinese si declina a sua volta in una molteplicità di ambiti, fra i quali sta acquistando una grande importanza il tema la sicurezza alimentare, un settore che a partire dal 2009 ha conosciuto in Cina un processo di profondo rinnovamento. Il Dodicesimo Piano Quinquennale cinese, conclusosi nel 2015, includeva fra i suoi principali obiettivi l’incremento degli investimenti stranieri nell’agricoltura al fine di assicurare una migliore qualità e sicurezza degli alimenti prodotti o consumati in Cina. Anche nell’ambito della cooperazione internazionale, il tema della qualità e della sicurezza alimentare è stato oggetto di numerosi accordi di cui protagonisti sono stati la Cina e l’Italia, un Paese produttore di alimenti di qualità e tecnologia di avanguardia. Mi piace ricordare, proprio perché riguarda la mia terra d’origine, il recente accordo sull’esportazione degli agrumi di Sicilia. In questo specifico settore, il legislatore cinese ha tratto ispirazione dal Sistema di allarme rapido europeo, adottando sin dall’inizio un’interpretazione molto ampia del concetto di sicurezza alimentare, riferendolo a tutte le fasi di produzione, di trasformazione e di distribuzione dei prodotti alimentari. Questa circolarità nelle risposte legislative rispetto ai bisogni reali di tutela del consumatore in un’epoca di commerci globalizzati è un risultato di primario rilievo per la cooperazione commerciale tra i nostri Paesi, anche rispetto alla dimensione del mercato unico europeo. Alla globalizzazione dei mercati e alla globalizzazione delle minacce, anche di carattere criminale, noi dobbiamo opporre la globalizzazione della legalità e la globalizzazione dei diritti fondamentali. Penso in questo caso al diritto inalienabile di ogni persona alla salute e alla tutela individuale e collettiva dell’ambiente di vita e dell’ambiente ecologico. Sono certo che questa Collana costituirà uno strumento non solo di conoscenza e divulgazione, ma anche di promozione di una più matura cultura della legislazione, attenta alle ricadute globali delle scelte sovrane operate da ogni Paese. Ringrazio dunque i curatori del Volume, Laura Formichella ed Enrico Toti, per la passione e l’impegno che da anni dedicano allo studio del diritto cinese. Sono particolarmente orgoglioso del prestigio, che ho accertato personalmente, che i due studiosi hanno saputo conquistarsi presso le università e le istituzioni cinesi dalle quali vengono giustamente considerati dei veri e propri “ambasciatori del diritto” fra Italia e Cina. Ringrazio l’Ambasciatore Li Ruiyu e i relatori che parteciperanno alla presentazione del Volume e auguro a tutti buon lavoro.

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