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Perché mi candido

 

Una nuova sfida, un progetto forte che si occuperà di lavoro, dignità e uguaglianza.
Il mio impegno quotidiano alla guida di Liberi e Uguali.

 

Non per i pochi ma per i molti.

 

Ho servito con orgoglio le Istituzioni per tutta la vita, prima da magistrato e poi da presidente del Senato. Penso di poter dire, alla mia età, di aver fatto la mia parte per migliorare il nostro Paese.
Potevo fare scelte più comode, più sicure. Ma ho deciso di impegnarmi in una nuova sfida perché ho incontrato troppi cittadini con lo sguardo basso, senza fiducia, che guardano al futuro con preoccupazione. Persone che non hanno un lavoro, o che un lavoro ce l’hanno ma non riescono a vivere degnamente o mantenere la propria famiglia; uomini e donne a cui sono negati i diritti, a partire da quello di potersi curare bene; ragazzi e ragazze che non vedono riconosciuto il proprio talento e che per questo perdono la speranza.

Ho scelto di guidare Liberi e Uguali per loro: per i molti che hanno subito gli effetti devastanti della crisi e di scelte politiche sbagliate e non per i pochi che ce la fanno sempre e comunque. Mi candido per portare in Parlamento le esigenze di un’Italia che non viene ascoltata dalla politica ma ha soluzioni straordinarie e sopperisce ogni giorno alle mancanze dello Stato.

Partiremo dalle diseguaglianze. Bonus e sgravi non sono bastati: serve una riforma progressiva del sistema fiscale per finanziare una trasformazione complessiva del welfare, che si occupi di vecchie e nuove fragilità e risponda ai cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro.

 


Per combattere la povertà serve innanzitutto lavoro, un lavoro vero. Il primo passo è dare garanzie ai nostri figli e nipoti che si barcamenano con lavoretti, tirocini, stage, contratti a tempo determinato, consegne in bicicletta pagate a cottimo. Il secondo è puntare sulla scuola, l’università e la ricerca. Il terzo è investire nell’innovazione, la riconversione ecologica di interi settori economici, la bellezza della nostra terra e la forza della nostra cultura. Servono investimenti delle imprese e l’attenzione dello Stato. Nell’Italia colpita dal cambiamento climatico è evidente quanto sia importante proteggere popolazioni e territori con grandi investimenti, mirati e strategici. Farlo significa creare lavoro e prenderci cura della nostra casa, quella dove viviamo e dove vogliamo che vivano bene i nostri figli e nipoti.

Mi impegnerò al massimo, raccontando la verità e proponendo soluzioni concrete: le vuote promesse di una certa politica, che soffia sulla paura e illude i cittadini, non fanno per me. Lo faccio perché credo nel sogno dei padri e delle madri Costituenti. L’articolo 3 della nostra Costituzione è il mio preferito perché descrive tutto quello per cui vale la pena di lottare. La nostra sfida è batterci perché tutti – nessuno escluso – siano liberi e uguali. C’è in gioco il futuro dell’Italia.

Perché mi candido - PietroGrasso.org
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