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    Autorità, Gentili ospiti, Signore e Signori,

     

    ho accolto davvero con piacere la proposta del dott. Gherardo Casini di ospitare in Senato questo importante seminario promosso dal Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite e dall’International Development Law Organization sulla esperienza italiana in materia di accesso aperto alla normativa e all’informazione giuridica. Saluto e ringrazio per la loro presenza gli autorevoli relatori, certo che le loro diverse esperienze e professionalità offriranno contributi fondamentali sia per tracciare il bilancio di quanto si è fatto, sia per concepire strategie per il futuro.

    Da giurista e magistrato ho naturalmente sempre avuto a cuore il problema della ricerca delle fonti normative che disciplinano i diversi settori della vita pubblica e sociale, e mi sono sempre più profondamente convinto della necessità di garantire ai cittadini la più ampia e chiara conoscenza del patrimonio normativo e giuridico del Paese. Negli ultimi decenni questa esigenza si è andata man mano rafforzando perché nell’ordinamento giuridico vi è una crescente interazione della legislazione interna, originata da diverse fonti, e di norme e principi prodotti dalle istituzioni sovranazionali ed internazionali. Ne risulta un quadro multi-livello di normazione e tutela dei diritti e degli interessi non sempre agevole da decifrare, che richiede una particolare padronanza dei diversi livelli di integrazione delle fonti normative. Gli strumenti di informazione giuridica di cui ci occupiamo hanno una doppia valenza. Da una parte, garantiscono la cognizione delle norme vigenti da parte di individui, istituzioni pubbliche, imprese ed enti del terzo settore. Dall’altra, assicurano la pienezza del processo democratico e favoriscono uno sviluppo sociale, economico e civico più partecipato da parte dei cittadini. Questi diversi obiettivi impongono una visione di insieme, che colleghi i percorsi nazionali al quadro internazionale che oggi è qui espresso dal lavoro delle Nazioni Unite e di IDLO, che io apprezzo e condivido.

    Sono molto grato per l’attenzione degli organizzatori all’esperienza italiana in tale ambito. In effetti, il nostro Paese è stato uno dei primi in assoluto a cogliere e ad applicare il potenziale delle tecnologie dell’informazione prima alla gestione e poi alla diffusione dei contenuti normativi e giuridici, anche per favorire la trasparenza dell’attività parlamentare, garanzia di democrazia. Già alla fine degli anni sessanta si progettarono le prime banche dati normative e giurisprudenziali nazionali, e già a metà degli anni ottanta esistevano servizi per l’accesso remoto alle banche dati parlamentari. Questo impegno così precoce ha permesso, con l’avvento di internet a metà degli anni novanta, di rendere fruibile gratuitamente per tutti un grande patrimonio informativo attraverso progetti pioneristici, come ad esempio il portale “Normeinrete”. Questa tradizione di servizi informativi pubblici sui testi normativi e giuridici è stata accompagnata da interventi legislativi, come per esempio l’art. 107 della legge 388 del 2000, che istituiva un fondo per finanziare le iniziative di informatizzazione e classificazione della normativa vigente ai fini della ricerca e consultazione gratuita da parte dei cittadini, affidandole alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati. La collaborazione tra questi ed altri soggetti istituzionali ha infine dato vita al portale “Normattiva”, attualmente gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che offre accesso a tutti gli atti numerati pubblicati in Gazzetta ufficiale dal 1932 ad oggi, ed è in corso di completamento con l’inserimento degli atti vigenti dal 1861, e la possibilità di effettuare ricerche anche nelle banche dati legislative regionali.

    Per me è poi una ragione di orgoglio che il Senato della Repubblica sia fra le prime camere al mondo ad avere reso disponibili in formati aperti e accessibili secondo le migliori pratiche internazionali i documenti e i dati sull’attività del Senato. Oggi tali informazioni dal 1996 in poi sono disponibili sul sito dati.senato.it. Ricordo poi che il Senato insieme al Parlamento Europeo nel 2013 ha adottato lo standard ideato e promosso proprio da UNDESA (Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite). In questi anni è stata molto marcata l’attività di cooperazione internazionale in questo specifico ambito del Senato. Cito l’assistenza prestata alle assemblee di Romania e Algeria, in collaborazione con la Commissione europea; i progetti di sostegno al Senato della Cambogia e al Parlamento dell’Iraq, insieme a UNDESA; quello a favore del Montenegro con UNDP; infine il lavoro per favorire l’informatizzazione dei parlamenti africani sviluppato insieme a UNDESA.

    Infine, vorrei evidenziare che Normattiva e i vari servizi di raccolta e pubblicazione di dati e di documenti parlamentari, normativi e giuridici sviluppati dalle istituzioni qui rappresentate, possono essere utili per migliorare la qualità della legislazione e quindi dei processi democratici. L’Italia, sul piano formale, deve proseguire con il processo di semplificazione normativa in corso da alcuni anni, finalizzato a ridurre il numero complessivo delle leggi in vigore. Sul piano sostanziale, vale a dire il modo in cui le norme sono redatte in rapporto agli obiettivi politici perseguiti, io credo che sarà determinante investire in analisi di valutazione e di impatto della legislazione e delle politiche pubbliche, ex ante ed ex post, ed è questo uno dei settori nei quali la riforma costituzionale in itinere ha previsto di specializzare il Senato territoriale.

    Concludo. Sono convinto che questo seminario consentirà di raggiungere diversi obiettivi. Il primo è condividere tutte le implicazioni strategiche, organizzative e tecniche dell’esperienza italiana e di altri Paesi, per consentire alle Nazioni Unite e a IDLO nuove prospettive di azione comune e di cooperazione internazionale. Il secondo è riflettere sul valore ai fini della democrazia della certezza del diritto, della trasparenza, della chiarezza e conoscibilità delle norme, della partecipazione ai processi decisionali da parte dei cittadini. In questi anni di impegno in Senato, ho sempre tenuto a mente che noi parlamentari oltre che di leggi e di procedure, ci occupiamo della vita, delle difficoltà, delle speranze delle persone, in una parola sola di umanità. Questa consapevolezza, io sono certo, è quanto ci accomuna in questa sala.

    Grazie

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