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    Care ragazze, cari ragazzi, Gentili insegnanti, Onorevoli Senatrici e Senatori,

    sono felice di salutare anche quest’anno i giovani laureati e laureandi dell’Associazione “Cultura democratica” partecipanti all’iniziativa “La tua idea per l’Italia.

    Ogni anno che passa noto non solo una maggiore partecipazione ma anche una costante evoluzione nella qualità delle proposte formulate, che trattano sempre temi di grande rilievo e attualità. Ciò mi conforta, poiché constato l’utilità degli sforzi che il Senato compie per avvicinare, sensibilizzare e coinvolgere i giovani di tutte le fasce di età. Gli studenti che partecipano a queste iniziative non ci deludono mai. Al contrario, ci stupiscono sempre per l’impegno che profondono nei loro elaborati e per la capacità di dare un taglio sempre nuovo ed originale alla trattazione dei vari argomenti. Con i vostri contributi ci aiutate a vedere le cose da un’angolazione diversa e a comprendere quali siano le questioni che i giovani sentono come prioritarie. Voglio ringraziare tutti per ogni singolo apporto, perché costituiscono nuovi spunti, nuove idee e nuovi stimoli per il lavoro di noi legislatori che abbiamo il dovere di dare spazio anche alla vostra voce, alle vostre istanze, alle vostre esigenze. Sono, d’altra parte, certo che anche per ognuno di voi la partecipazione a questo tipo di iniziative costituisca una tappa importante nel percorso formativo personale, lasciando non solamente un piacevole ricordo dell’esperienza vissuta, ma una maggiore consapevolezza e una rafforzata coscienza civile.

    Dunque, ragazzi, a questo punto vi lascio continuare il lavoro con i Senatori dell’8a Commissione e con i nostri competenti funzionari parlamentari, ma non tornerò alle mie consuete incombenze istituzionali senza aver prima fatto una chiosa finale. In un momento storico in cui aumenta la tendenza a disertare le urne e i cittadini sentono le Istituzioni quantomeno estranee, è fondamentale impegnarsi, invece, con convinzione, per ribaltare questa visione. Che la politica sia un’attività davvero nobile, che si traduca nell’amministrazione della comunità ai fini del bene comune e non già del tornaconto privato dipende dalla qualità, dalla caratura morale e dall’impegno dei cittadini che vi partecipano. È probabile che più di uno fra di voi scelga questa strada e non ho dubbi che lo farà con spirito costruttivo, contribuendo a ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni.

    Buon lavoro.

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