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    Occorre discontinuità con il PDL; Monti ammetta gli ostacoli frapposti alla riforma

    di Paolo Cucchiarelli
    Il nuovo governo deve marcare una discontinuità con gli anni di potere di Berlusconi e riscrivere subito le norme contro la corruzione, deve dare un segnale immediato al paese e all’Europa’’. Dopo 43 anni Piero Grasso vedra’ le elezioni dall’altra parte del tavolo; non piu’ da magistrato e da Procuratore nazionale Antimafia. All’ANSA, in attesa di poter far proposte operative, spiega che la legge sui pentiti deve essere rivista e adeguata superando le pressioni che ci sono state da parte dei “colletti bianchi” che hanno fatto nascere una legge inadeguata su quel delicato e decisivo fronte che è la corruzione.
    La vecchia legge del “segui i soldi” va perseguita dal nuovo esecutivo perché -dice- la corruzione e’ una emergenza che mina qualsiasi capacita’ di iniziativa se non adeguatamente fronteggiata; “è come sciare su un solo sci”, dice l’ex magistrato. “Insieme al tema del lavoro, è la principale emergenza nazionale. Perciò il nuovo Parlamento ha il compito chiaro di colpire il diffusissimo sistema di corruzione che autorevoli istituzioni quantificano in 50/60 miliardi l’anno, un danno drammatico per l’intero sistema economico che pesa sulle spalle dei cittadini che vivono onestamente”.
    Il capolista al Senato del Pd nel Lazio spiega che c’è una grave debolezza nella attuale normativa che va corretta quanto prima: “La corruzione non ha parti lese ma si configura come un accordo tra due persone che vengono punite con la stessa pena. Pertanto, per farla emergere, è necessario innanzitutto prevedere dei benefici premiali per chi la denuncia”. Insomma i pentiti della tangente potrebbero aiutare molto a “rovesciare” il tavolo della corruzione.
    “Inoltre vi e’ una pletora di dipendenti e impiegati che dall’interno della pubblica amministrazione percepiscono l’esistenza di pratiche corruttive e per spingerli a segnalarle occorre garantire loro una protezione, uno scudo che li difenda dalle ritorsioni. Bisogna perciò chiedersi: perché fino ad oggi non si è mai parlato di benefici premiali? E perche’ sono stati abbreviati i termini per la prescrizione?”.
    La risposta che si da’ l’ex Procuratore Antimafia e’ disarmante: “Credo che nel Parlamento uscente abbia agito un blocco di potere che non ha voluto un sistema giudiziario adeguato e davvero efficace contro i corrotti. Non si spiega altrimenti lo sdoppiamento delle ipotesi di concussione, che ha finito per punire anche chi è costretto a pagare per ottenere un suo diritto, così come l’introduzione di nuove figure di reato come il traffico di influenza e la corruzione tra privati, che hanno bisogno di una più rigorosa formulazione”.
    Il governo Monti – spiega ancora – “ha perso un’occasione e il ministro Severino ha fatto quel che ha potuto: forse è arrivato il momento che Monti ammetta la difficoltà e gli ostacoli creati dal Pdl. Il Partito democratico aveva presentato emendamenti che non sono stati accolti: tra pochi giorni avremo però la possibilità di scrivere una legge efficace, senza condizionamenti, per fare una lotta vera contro i corrotti”.

    fonte: ANSA

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