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    Autorità, gentili ospiti, cari amici,

    Ho accolto davvero con piacere la proposta del WWF Italia di ospitare in Senato questo Convegno di studi dedicato alla tutela dell’ambiente anche alla luce dei risultati della Conferenza sul Clima di Parigi e dell’Agenda delle Nazioni 2030 delle ONU per la Sostenibilità. Un’occasione preziosa per riflettere su temi sui quali mi capita spesso di soffermarmi perché sul grado di consapevolezza e sulla capacità di azione della politica, ma anche sulla responsabilità di ogni persona si misurano le prospettive delle nostre civiltà, delle generazioni future e del pianeta. Sono molto lieto di potere cogliere questa occasione per festeggiare insieme a voi il cinquantesimo compleanno del WWF Italia, nato cinque anni dopo il WWF internazionale per iniziativa del Presidente Onorario Fulco Pratesi, che saluto con stima. Saluto e ringrazio per la loro presenza la Presidente Yolanda Kakabadse, la Presidente Donatella Bianchi e tutti gli autorevoli relatori. Dobbiamo tanto al WWF: il sistema delle oasi, tanti progetti di conservazione e recupero, campagne di educazione ambientale, proposte normative. Grazie al vostro lavoro il panda stilizzato è divenuto sinonimo di amore e di rispetto per la bellezza, per la natura, per il nostro Paese e per il Pianeta.

    A livello politico internazionale gli ultimi mesi segnano importanti passi in avanti, che aprono nuove speranze e inducono a un impegno più forte e determinato. Le Nazioni Unite a settembre hanno definito una nuova e promettente Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile da raggiungere per il 2030. Ho avuto modo di partecipare a New York al processo che ha condotto a questa Agenda, nell’ambito della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti di tutto il mondo. Lì ho portato due ferme convinzioni. La prima è che la questione ambientale non deve mai più essere relegata ai margini dei modelli di sviluppo: i danni all’ambiente e alla salute umana non sono costi accettabili. La seconda è che perseguire lo sviluppo in modo equo richiede di affrontare politicamente le crisi economiche e di sicurezza più drammatiche del nostro tempo, che colpiscono i territori più deboli e che condannano milioni di persone all’emarginazione, alla discriminazione, alla disperazione. Pace, sicurezza, diritti umani, libertà, democrazia, sviluppo ed eguaglianza sostanziale stanno tutti insieme o cadono tutti insieme.

    A Parigi poi, la ventunesima sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici ha stabilito la necessità di un piano per eliminare il divario fra impegni assunti e azioni effettive; ha determinato di sostenere i Paesi vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico; ed ha fissato obiettivi chiari e a lungo termine per abbandonare i combustibili fossili e per avviare la strada verso l’energia rinnovabile e l’uso sostenibile del suolo. Naturalmente la prova dei fatti sarà determinante ma considero importante che si sia segnata una via di non ritorno nella politica internazionale, che è fondata su una coscienza sociale sempre più forte e radicata. In questo percorso, l’Unione europea e l’Italia hanno un dovere speciale di promozione dei propri valori e modelli di sviluppo.

    Io credo che la parola chiave in questa materia sia responsabilità. Quella che grava sui decisori politici, che devono sapere guardare lontano e tutti insieme: senza pregiudizi, egoismi e nazionalismi, in nome della nostra comune umanità. Quella vostra, cari amici, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, che deve continuare ad essere sprone della politica e guida per le coscienze. E quella di ogni individuo, che si misura nella vita quotidiana, nel modo in cui educhiamo i nostri figli e curiamo la bellezza che ci circonda. Un dovere di rispetto e di amore che sono certo noi tutti qui indistintamente condividiamo. Grazie.

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