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    Signor Presidente della Repubblica, Caro Presidente,

    sono sinceramente felice di poterle augurare il benvenuto al Palazzo del Quirinale, dove per i prossimi sette anni eserciterà la funzione di Capo dello Stato e di rappresentante dell’unità nazionale.

    Il Parlamento riunito in seduta comune integrato dai delegati regionali l’ha eletta con un’amplissima maggioranza, a testimonianza della profonda stima per la sua persona e per l’esemplarità della sua storia politica e istituzionale. Lei saprà, signor Presidente, interpretare mirabilmente le gravose responsabilità cui è chiamato, con la serietà, il rigore e la dedizione che ha dimostrato in ogni suo incarico al servizio del Paese, e saprà rispondere alla fiducia e alle speranze che gli italiani ripongono in lei quale severo custode e attivo promotore dei principi costituzionali di libertà, giustizia, eguaglianza, rispetto dei diritti della persona. L’affetto e la riconoscenza dei cittadini le saranno di incessante incoraggiamento in questo suo ruolo di supremo garante dei valori fondanti della Repubblica. Sono certo infine, signor Presidente, che potrà sempre contare sul costante sostegno delle Istituzioni repubblicane, a cominciare dal Parlamento, dove da questo momento tornerò ad esercitare le mie funzioni.

    Caro Presidente, quando ci siamo conosciuti, trentacinque anni fa, eravamo persone diverse: io un giovane magistrato, lei un giovane professore di diritto. Mai avremmo potuto immaginare, in quel momento di dolore e di smarrimento, che gli imprevedibili percorsi della vita ci avrebbero condotto nella solennità del Salone dei Corazzieri del Quirinale per questa cerimonia.

    E’ quindi davvero con emozione e con sentimenti insieme di affetto, amicizia e deferente rispetto che le rivolgo, a nome mio e dei cittadini italiani, i migliori auguri.

    Buon lavoro, signor Presidente.

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