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    “Ricorre oggi, 30 aprile, il trentunesimo anniversario della morte di Pio La Torre, ucciso in un vile agguato mafioso insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo. Desidero rinnovarne la memoria con i sentimenti di una sempre viva commozione”.
    Così il Presidente del Senato, Pietro Grasso, in una dichiarazione.
    “Fulgido esempio di altissime virtù civiche e di fermo rigore morale fino all’estremo sacrificio, fece della lotta alla criminalità organizzata la sua principale battaglia, impegnandosi con passione e tenacia affinché la Sicilia non fosse più terra di mafia.
    Pio La Torre – aggiunge il Presidente Grasso – si è impegnato tutta la vita per sottrarre alle organizzazioni mafiose la loro egemonia sul terreno culturale e sociale. A lui dobbiamo la proposta di legge, approvata solo dopo la sua morte, che ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di “associazione mafiosa”, a una sua intuizione dobbiamo la norma che prevede il sequestro e la confisca dei beni ai mafiosi, strumenti che si sono rivelati fondamentali nell’azione di contrasto alla criminalità”.
    “Le istituzioni e la società civile – afferma ancora il Presidente del Senato – hanno il dovere di mantenere sempre viva la memoria di uomini coraggiosi e di servitori dello Stato come Pio La Torre, parlando di loro ai più giovani e impegnandosi concretamente a proseguire nella strada da loro tracciata”.
    “Desidero ribadire la mia intenzione, già espressa nel giorno del mio insediamento come Presidente del Senato, di fare luce sulle pagine buie della nostra storia. I processi hanno accertato l’identità e le responsabilità degli esecutori materiali e dei mandanti mafiosi dell’omicidio, tuttavia, molti, troppi profili restano ancora oscuri. Per questo, accolgo con favore l’appello che mi è stato rivolto, condividendo l’esigenza di un impegno comune ed efficace per la ricerca della verità. In questo giorno che dedichiamo alla memoria di Pio La Torre – conclude il Presidente Grasso – giunga ai familiari, e a quanti lottano quotidianamente contro la criminalità organizzata, il pensiero più partecipe e solidale”.

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