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    Autorità, cari colleghi, gentili ospiti,

    è con un grande piacere che ho accolto l’invito a partecipare alla presentazione della ricerca sul settore dell’Automotive nei principali Paesi europei, condotta dall’Unioncamere e Prometeia e promossa dalla Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato, presieduta dal collega Massimo Mucchetti, che ringrazio per avermi invitato a prender parte a questo evento.  Sono certo che la discussione che ne seguirà costituirà un prezioso momento di  riflessione tra economisti, imprenditori ed esponenti delle Istituzioni su un settore così strategico per l’industria italiana quale quello automobilistico.

    Luigi Einaudi raccomandava di conoscere per poter deliberare. Nell’era digitale la rapidità dei processi decisionali rischia non di rado di farci trascurare quel saggio ammonimento. L’abbondanza delle informazioni, certo, può aiutarci, ma solo a patto di dar loro un ordine e di avere noi intelligenti chiavi di lettura. E’ in questo spirito che la Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato oggi presenta e sottopone a discussione una approfondita ricerca sul settore dell’Automotive in Europa. La Commissione ha scelto questo settore specifico, tra i tanti pur meritevoli di attenzione, perché in esso si concentra un alto tasso di innovazione anche in relazione alla sfida ecologica, un’alta complessità tecnico-organizzativa e una delle più generose fonti di occupazione. Il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, ricorda nella sua introduzione che l’intera filiera della automotive dà lavoro a 1,2 milioni di persone, delle quali 500 mila impegnate nelle fasi industriali.

    In un’Europa che ha deciso di elevare al 20% del Prodotto interno lordo il contributo delle attività manifatturiere, l’industria dell’auto non può non avere un ruolo centrale. Ciò è ancora più vero in Italia, dove è presente una multinazionale, la Fiat, che dopo aver acquisito Chrysler, è diventata il settimo produttore mondiale. Il nostro Paese inoltre vanta un comparto della componentistica tra i più avanzati del mondo, come ci illustrerà l’ingegner Bombassei.

    Il peso che il settore automobilistico ha in Germania dimostra che, puntando sulla qualità, si può sviluppare questa produzione anche nei Paesi con i salari più elevati e la struttura sociale più inclusiva. Contano la sapienza organizzativa, la sensibilità verso i nuovi stili di vita, la disponibilità a investire, la collaborazione tra capitale, lavoro e università per assicurare la costante innovazione tecnologica. A questo proposito va citata come esperienza molto positiva la costituzione e la crescita, negli ultimi 10 anni, della Gm Powertrain a Torino, nel campus del Politecnico. Questa mattina intervengono soprattutto economisti ed esponenti del mondo delle imprese. Il contributo del Parlamento e del Governo, naturalmente, non mancherà e sarà importante. Ma, in questa fase, ancor più importante è saper ascoltare i messaggi che vengono dal mondo della produzione e della distribuzione.

    Come ricorda il presidente Mucchetti nella prefazione, questa ricerca è stata avviata nel 2014, quando in Italia la crisi del mercato dell’auto era più profonda, ed è stata conclusa in queste settimane, con un mercato in netta ripresa. La spinta della Fiat, o meglio di FCA, è evidente e positiva. Tuttavia, paragonando l’Italia agli altri grandi Paesi europei con un’industria automobilistica particolarmente sviluppata, gli studiosi che hanno contribuito alla ricerca presentata oggi si chiedono se il futuro di questo settore così importante non possa essere migliore, più solido, con una pluralità di produttori. La risposta, che ci propongono i ricercatori e il senatore Mucchetti, è positiva. Ma come arrivarci? Le modalità nelle quali si sta sviluppando nel mondo la competizione globale tra le grandi case automobilistiche riapre nuove prospettive ad interventi di politica industriale. C’è un ruolo del mercato e un ruolo, di tipo nuovo, degli Stati.

    Con l’auspicio che il mercato automobilistico possa continuare a crescere anche attraverso un efficace sistema di sinergie tra Istituzioni, imprese e investimenti, ringrazio il Presidente  Mucchetti per aver reso possibile la realizzazione di questa importante iniziativa, gli illustri relatori e i gentili ospiti, augurando a tutti buon lavoro.

     

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