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    Onorevoli colleghi, gentili ospiti,

    sono particolarmente lieto di poter ospitare in Senato questo convegno così significativo, nell’imminenza della celebrazione del Giorno della memoria. Oggi verrà presentato il documentario “Salvate tutti”, parte della serie “La Shoah dei bambini”, che sarà distribuito con La Repubblica e L’Espresso. Si tratta di un’iniziativa importante, volta alla conservazione della memoria storica delle atrocità del secondo conflitto mondiale.

    La Fondazione Villa Emma, nata nel 2004, si ispira alla straordinaria vicenda di solidarietà e coraggio che nel corso della Seconda Guerra mondiale aveva visto la piccola comunità di Nonantola prestare soccorso e dare rifugio a 73 ragazzi ebrei, provenienti da diversi Paesi, in fuga dall’orrore e dalla crudele follia delle persecuzioni naziste. L’organizzazione che se ne prendeva cura chiesa aiuto a Gino Friedmann, che era stato sindaco di Nonantola. Proprio qui, in vista dell’arrivo del gruppo, viene affittata Villa Emma, grande residenza di campagna, all’epoca disabitata e in condizioni fatiscenti. I ragazzi troveranno in questo luogo una pausa di quiete – sebbene le condizioni materiali di vita siano molto dure – e potranno riprendere gli studi e la formazione professionale. Un anno dopo, nella primavera del 1943, saranno accolti presso la Villa altri 33 giovani, ma nel settembre, dopo l’armistizio tra il governo Badoglio e gli Alleati, la situazione diventa estremamente pericolosa, esponendo l’intero gruppo ad arresti e alla deportazione. Pertanto i giovani vengono accolti in parte presso il seminario dell’Abbazia, in parte presso le famiglie di Nonantola e del territorio circostante.

    Si realizza così una sorta di “rifugio diffuso”, offerto con estremo coraggio e generosità dalla popolazione locale, che si espone consapevolmente a possibili atti di ritorsione da parte dei militari nazisti. Tutti i ragazzi riusciranno, in seguito, a raggiungere la Svizzera, dove troveranno rifugio e salvezza. Si tratta di una storia di sofferenza e paura, di giovani vite sradicate dalla loro quotidianità, di sogni spezzati, che non deve essere dimenticata; ma è anche una storia bellissima e commovente, di speranza, di coraggio e di profonda solidarietà.

    Il significato del Giorno della memoria è proprio questo: conservare il ricordo dell’orrore sorto nel cuore dell’Europa, delle vittime, del dolore, ma al contempo anche l’esempio di tante persone “giuste”. Per fortuna c’è ancora in vita qualcuno che quegli orrori li ha vissuti, è sopravvissuto e ha preso l’impegno con la propria coscienza di raccontarli, così come hanno fatto tanti che oggi non ci sono più. Queste persone hanno tenuto in vita la memoria, e l’hanno consegnata alle nuove generazioni affinché non sia dispersa. Dobbiamo essere consapevoli che spetta a ciascuno di noi raccogliere quella testimonianza e passarla a nostra volta alle generazioni successive. Questa giornata e tutte le iniziative ad essa collegate, come il documentario che vedremo tra poco, hanno questo scopo. Allo stesso tempo sono occasioni per riaffermare quei principi e quelle idee che ci hanno permesso di sconfiggere la barbarie, e sui quali si sono di conseguenza fondate le Costituzioni moderne. Sono i valori fondamentali ed assoluti dell’uguaglianza, della solidarietà, del dialogo e della pace, i valori che sostengono le democrazie, che non devono vacillare di fronte alle sfide della storia. Valori che sono stati alla base della vicenda che è raccontata nel documentario e che hanno consentito di salvare quelle giovani vite.

    Grazie.

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