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    Cara nonne, cari nonni, cari nipoti, gentili ospiti, “Nonno Libero”,

    che piacere avervi qui per festeggiare insieme la nostra festa! Il Parlamento, nel 2005, ha scelto il 2 ottobre per celebrarla: è un riconoscimento piccolo ma profondamente simbolico, oltre ad essere un’occasione per godere della gioia di vedere riunite le nostre famiglie.

    Dal 2006, quando è nato mio nipote Riccardo, sono orgogliosamente iscritto alla vostra categoria. Quello tra nonni e nipoti è un rapporto speciale, profondo, reciproco; è un legame bellissimo che meritava un giorno per essere celebrato. Essere nonno per certi aspetti è ancora più appagante di essere padre perché ci regala una seconda giovinezza e ci consente di accendere nuovamente la nostra curiosità verso il mondo: abbiamo più consapevolezza, maggiore disponibilità, più tempo per rimetterci in gioco. I nostri ragazzi aprono una finestra sul presente e sul futuro, ci fanno emozionare, sfidano la nostra cultura fatta di poesie imparate a memoria e interminabili ore sulle enciclopedie con i loro smartphone, la connessione veloce a internet, i social media, i film coi supereroi. Ci danno un nuovo punto di vista e, molto spesso, hanno idee decisamente migliori delle nostre: mentre fatichiamo a superare prospettive ormai obsolete, loro abbattono naturalmente ostacoli e diffidenze, prendendo il meglio da ciascuna cultura. Ci arricchiamo a vicenda, giovani e meno giovani. Siete – siamo – infatti per i più piccoli un punto di riferimento, un esempio, spesso i custodi di piccoli segreti e grandi sogni che non si sentono di condividere con i loro genitori. Si potrebbe dire che i nonni sono – metaforicamente – le radici di un albero: rappresentano la memoria, la saggezza, l’esperienza necessaria al fusto e alle foglie per crescere sane e forti. Senza una profonda connessione – dalle radici ai fiori – nessun albero può resistere alle difficoltà della vita e dare buoni frutti.

    Sono sicuro che voi, come me, siete felicissimi di sostenere i vostri nipoti nella loro crescita così come nei momenti di sconforto, di studio, di svago.  Il mio, ad esempio, mi “costringe” a nuotare oltre le mie possibilità o a infinite partite di calcio, ma sono sforzi che compio davvero molto volentieri! Mi ha fatto sorridere lo spot interpretato da Giovanni Vernia con il quale sono state promosse le iniziative per la “festa dei nonni” di quest’anno: racconta con ironia e semplicità la miriade di occasioni nelle quali siete chiamati a essere cuochi, tassisti, professori, confidenti, amici, compagni di giochi. È davvero così!

    Troppo spesso siamo abituati a pensare alla terza età come ad un peso per la società in termini di assistenza e costi: bisogna invece guardarla come una risorsa nella quotidianità di tanti nuclei familiari; il vostro sostegno, nelle piccole come nelle grandi cose, è fondamentale tanto per i vostri figli quanto per i vostri nipoti.   Non solo in famiglia ma anche nei nostri quartieri e nelle nostre città ci sono “nonni e nonne speciali” che hanno saputo fare cose straordinarie, lasciando un segno indelebile nella vita di tante persone.  Vale per quelli – e sono tantissimi – che dedicano il loro tempo al volontariato, alle associazioni, ai progetti con le scuole, alla difesa degli animali o si prendono cura di parchi e giardini. Le istituzioni, così come tante altre realtà sociali, possono fare molto per aiutarvi a partecipare attivamente alla vita del nostro Paese e a darvi l’occasione per riscoprirvi utili e importanti oltre le mura delle vostre abitazioni. Ogni essere umano è custode di una grande ricchezza, di storie personali uniche, di un capitale sociale preziosissimo: a noi spetta la scelta se disperderlo e lasciarlo avvizzire o dargli una chance dalla quale possono scaturire risultati entusiasmanti. Nei nostri nipoti riponiamo una percezione di eternità, quella che i nostri valori e i nostri insegnamenti possano vivere dopo di noi e oltre noi stessi. Le istituzioni possono e devono quindi impegnarsi di più per tutelare la dignità di tutte le persone, promuovendo la cultura dell’inclusione e della solidarietà tra le generazioni.

    Grazie allora di essere venuti qui in Senato, grazie per quello che fate ogni giorno e buona festa dei nonni a tutti noi!

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