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    Aderisco con entusiasmo e convinzione alla mobilitazione lanciata da Quotidiano contro la criminalità e il racket del pizzo. Il coinvolgimento di decine di commercianti e imprenditori, delle istituzioni locali, delle scuole e dei cittadini di Lecce è l’unico segnale in grado di mandare un messaggio forte e chiaro a chi pensa di piegare una comunità con minacce e intimidazioni. Un messaggio inequivocabile: “noi non ci stiamo, non pagheremo, non permetteremo che l’economia di questa terra diventi preda di organizzazioni che utilizzano il pizzo per controllare il territorio, accumulare denaro e infiltrarsi nelle aziende e negli esercizi commerciali, con richieste sempre più esose che finiranno per costringere i titolari a svendere le proprie attività”. E’ possibile contrastare queste richieste: con l’aiuto dello Stato, delle Forze dell’ordine, della magistratura e con il sostegno dei cittadini.

    Dieci anni fa Palermo si risvegliò grazie all’impegno di un gruppo di giovanissimi ragazzi che tappezzò la città di manifesti listati a lutto con la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”: una denuncia forte che ha portato ad un risveglio della cittadinanza e degli operatori commerciali. Oggi quasi 900 imprese e più di 10.000 cittadini palermitani hanno aderito alla campagna di “Addio Pizzo” e dichiarano da una parte di non essere disposti a pagare, dall’altra di sostenere questi commercianti rivolgendosi solo a loro per le spese quotidiane. Una forma di consumo critico e di riscossa che ha portato a decine di denunce e di arresti. Ma soprattutto alla consapevolezza che, facendo i propri acquisti, non si dia nemmeno un euro alle casse della criminalità.

    Per questo auguro un grande successo a questa iniziativa. Non potrò essere presente per impegni istituzionali, ma consideratemi con voi, tra le vie della città, a sostenere questo vostro impegno.

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