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    Autorità, gentili ospiti,

    quello che oggi inauguriamo è un Fondo di eccezionale ricchezza, che copre il lungo arco di tempo 1939-1990 e che raccoglie documenti, lettere, scritti dello statista vicentino sin dal periodo del primo antifascismo e poi della partecipazione alla Resistenza. Rumor ha sempre vissuto il presente pensando al domani e il suo Fondo, con la precisione, l’ordine e la sistematicità che lo caratterizzano, sta a dimostrarlo. Membro dell’Assemblea costituente, deputato dal 1948 al 1979, senatore dal 1979 alla sua morte, avvenuta nel 1990, parlamentare europeo, cinque volte Presidente del Consiglio, più volte Ministro, segretario della Democrazia Cristiana, Presidente dell’Internazionale Democratico cristiana, Rumor è stato uno dei grandi protagonisti dell’Italia repubblicana. Le vicende relative allo svolgimento di tutti questi importanti incarichi e tutte le diverse fasi della vita di Rumor trovano nel suo Fondo ampie e puntuali registrazioni, testimonianze, espressioni. Così che il Fondo appare, anche perché pensato e progettato dallo stesso Rumor, una sorta di racconto autobiografico. Un’autobiografia politica e culturale, nella quale si rispecchia una grande parte della stessa storia dell’Italia del Novecento. Non a caso, probabilmente, le prime carte del Fondo risalgono allo stesso periodo dal quale Rumor fa iniziare le sue Memorie: gli anni del suo antifascismo, di origine familiare e cattolica, e dell’impegno nella Lotta di Liberazione. Gli anni in cui scriveva che i partiti antifascisti dovevano prepararsi per il ‘momento della verità’: quando, spazzati via i tedeschi e i fascisti, sarebbe toccato a loro prendere in mano il timone del Paese. «E mi pareva allora anche naturale che lo facessero tutti insieme, ognuno portando le proprie idee», così scrive Rumor. Il futuro che Rumor immagina con queste parole è quello della Costituente, della redazione della Carta costituzionale repubblicana, dell’accordo tra tutti i partiti per dare agli italiani una Costituzione fondata sui principi della democrazia e della libertà, una Costituzione che doveva affidare agli stessi italiani la realizzazione di un grande programma di emancipazione e di liberazione umana. Le carte del Fondo saranno collocate a Palazzo Giustiniani, accanto ai Fondi Fanfani, Leone, Martino e agli altri che sono già pervenuti al Senato, concorrendo ad arricchire un mosaico archivistico di straordinario valore. Le carte del Fondo saranno anche digitalizzate, così da poter essere consultate on line in tempo reale, e formeranno oggetto di iniziative di valorizzazione organizzate congiuntamente dall’Archivio storico e dalla Fondazione Rumor. Nel suo testamento, scritto pochi giorni prima della morte, Mariano Rumor espresse la volontà che il suo archivio venisse messo a disposizione degli studiosi interessati a rievocare la sua esperienza umana, sociale e politica. Sono certo che l’Archivio storico del Senato, in collaborazione con la Fondazione Rumor e forte del prestigio e dell’esperienza maturati nel corso della sua intensa attività, saprà realizzare al più alto livello quella volontà e saprà fare del Fondo Rumor un prezioso strumento per la ricostruzione di una parte importante della storia italiana.

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