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    Signor Presidente della Repubblica,

    per me è davvero un onore e un piacere poterle formulare gli auguri più sinceri in occasione delle feste del Santo Natale e di fine anno, anche a nome della Presidente della Camera, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Presidente della Corte Costituzionale, delle Autorità civili e militari della Repubblica, e di tutti i presenti.

    Quello che volge al termine è stato un anno complesso e impegnativo. La crisi economica che interessa il Paese e l’Unione Europea si è aggravata, provocando un ulteriore calo dell’occupazione e il crescere delle diseguaglianze. Fenomeni che, come lei ha costantemente avvertito, mettono in pericolo la coesione sociale e rischiano di sottrarre dalla cittadinanza attiva larghe fasce della popolazione, in particolare le più giovani, consegnandole alla marginalità e all’incertezza. Le profonde tensioni e crisi geopolitiche ai confini meridionali e orientali dell’Europa non solo incidono negativamente sugli scambi commerciali e sulle prospettive di crescita, ma stanno seriamente minando la stabilità mondiale, rafforzando gli estremismi, intensificando le violazioni della dignità umana e determinando una forte pressione migratoria che si scarica in larga misura sull’Italia.

    Allo stesso tempo è stato anche un anno importante e fruttuoso. Grazie alla sua opera autorevole ed instancabile, di cui le siamo tutti profondamente e sinceramente grati, il Paese ha cominciato a reagire, nonostante il frazionamento politico, con un programma di riforme e interventi ad ampio spettro. Nel mese di agosto il Senato ha approvato il disegno di legge costituzionale di revisione del bicameralismo paritario, oggi all’attenzione dell’Aula della Camera dei Deputati. Contemporaneamente, cogliendo il suo costante richiamo alle forze politiche, la legge elettorale sarà discussa in Aula al Senato non appena la Commissione Affari Costituzionali ne avrà completato l’esame.

    Dopo l’approvazione in via definitiva in Senato nei giorni scorsi della legge sul lavoro, altrettanto urgenti appaiono le riforme del sistema economico, della pubblica amministrazione e della giustizia, quest’ultima tesa anche a correggere l’irragionevole durata dei processi. La rapida adozione e attuazione di tali interventi strutturali, necessari per gli investimenti, lo sviluppo e l’occupazione, dunque per il futuro del Paese, è assolutamente indifferibile, perché azioni sistemiche di tale profondità hanno bisogno di tempo prima di avere effetto concreto nell’economia reale. Il mio auspicio, Signor Presidente, è che le forze politiche sentano l’urgenza e la responsabilità che la gravità della situazione impone, sperando che non si ripetano quegli atti concreti di intimidazione, di rifiuto di ogni regola e rispetto delle istituzioni, volti ad ostacolare il normale funzionamento delle Camere, che anche Lei ha recentemente  deplorato.

    Per superare l’anti-europeismo, che non tiene conto dell’importante ruolo che l’Unione ha svolto dall’ultimo conflitto mondiale nel garantire pace e diritti a milioni di persone, e “per determinare e sostenere la ripresa, l’occupazione e l’innovazione” è imperativo anche quel “salto di qualità nell’integrazione europea” che Lei ha invocato più volte. Il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea che si avvia alla conclusione, anche se condizionato dal rinnovo delle istituzioni europee, ha visto la determinata azione del Governo a favore della crescita, della priorità strategica dei confini meridionali dell’Unione, di una autorevole guida della politica estera e del rafforzamento della legittimità democratica delle istituzioni europee. Confidiamo che il Consiglio Europeo del 18 dicembre approvi il pur limitato piano di investimenti straordinari proposto dalla Commissione, dando prova di quell’auspicata maturazione politica, nel senso di un orientamento delle strategie economiche europee al medio e lungo periodo. In questa direzione si dovrà puntare a rafforzare la capacità produttiva dell’Europa e a favorire la spesa pubblica per investimenti degli Stati membri, utilizzando appieno la flessibilità già prevista dal Patto di Stabilità e Crescita, senza abbandonare la via del rigore di bilancio.

    A nome di tutti i presenti, Signor Presidente, mi permetta di rivolgere un caro augurio ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali di pace ed ai Marò che ancora dopo anni attendono un processo in stato di custodia cautelare. Ai nostri militari in missione ci rivolgiamo con gratitudine per il contributo alla sicurezza, alla stabilità geopolitica e alla realizzazione dei diritti fondamentali nelle aree più tormentate del pianeta.

    Signor Presidente, un’altra emergenza profonda cui dobbiamo fare fronte è la questione etica. Preoccupa il consolidamento, svelato da indagini e processi anche nel corso di quest’anno, di un’area che coinvolge insieme a mafiosi e criminali anche politici, imprenditori, professionisti e amministratori pubblici, facendo ricorso a relazioni di favoritismo, collusione e corruzione. Fenomeni che sono il frutto anche della permeabilità di certa politica, specchio anche del degrado della vita sociale e di una “diffusa perdita di valori”. In questo contesto, è dovere delle istituzioni e della politica reagire con fermezza al malaffare, alla corruttela, al disprezzo per la cosa pubblica e per l’interesse generale. Accanto a interventi legislativi, da tempo attesi, contro la corruzione e i reati connessi, è fondamentale investire in cultura, in istruzione e ricerca, per formare adeguatamente le nuove classi dirigenti; moralizzare la politica e la pubblica amministrazione; ricostruire eticamente e giuridicamente i partiti e colmare quel vuoto di rappresentatività e di legittimazione che li separa dai cittadini.

    Signor Presidente, sono certo di interpretare i sentimenti di tutti nel dire che noi siamo fermamente convinti che il Paese sia dotato di tutte le energie necessarie – umane, imprenditoriali, culturali e ideali – per superare la crisi e riconquistare quel ruolo e quell’influenza internazionale che sono dovuti alla nostra storia e alla nostra identità. Auspico che le forze politiche siano capaci di superare le contrapposizioni con lungimiranza e con responsabilità, per proporre ed attuare progetti attorno ai quali costruire quel senso di appartenenza ad una comunità e quell’idea di sacrificio per valori e interessi condivisi, che è il collante e il fondamento della Nazione.

    Proprio in questa sede, Papa Francesco ha espresso l’auspicio che l’Italia, “attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali”, sappia “nuovamente trovare la creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo” per “promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona”.

    In questo percorso, Signor Presidente, noi ci ispiriamo agli insegnamenti e agli indirizzi che lei non ha fatto mai mancare nell’esercizio delle sue gravose responsabilità, seguendo la strada maestra che ha voluto indicarci delle “ragionevoli speranze”, da coltivare “con perseveranza” e con “ogni sobrietà, giorno per giorno”.

    Con questi sentimenti di profonda gratitudine, Signor Presidente, le rinnovo, a nome di tutti, gli auguri più sinceri.

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