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    Autorità, gentili ospiti,

    è con grande piacere che vi do il benvenuto alla terza edizione del Premio “Cuore Digitale”, ospitata nella nostra splendida Sala Zuccari. Ringrazio Gianluca Ricci per avermi coinvolto nella manifestazione di cui è il promotore. Un saluto particolare voglio rivolgere a Giusy Versace, madrina dell’evento di oggi, che, con la sua collezione di 11 titoli e svariati record italiani, ha rappresentato con onore l’Italia nel campo dell’atletica anche a livello internazionale. Il tema di questa edizione è: “Scienza per la Vita, la tecnologia che ha a cuore la vita delle persone, raccontata dalle donne”. Saranno infatti sei donne a presentare le innovazioni tecnologiche realizzate dalle proprie start-up candidate al Premio.

    Per impegni istituzionali, sfortunatamente, non mi potrò trattenere abbastanza per poter ascoltare tutti gli interventi, che saranno indubbiamente di grandissimo interesse, ma mi sono state illustrate le soluzioni tecnologiche altamente innovative che verranno presentate in questa occasione: dispositivi da utilizzare negli ambiti dell’oncologia, delle limitazioni sensoriali dell’udito, dell’ictus, del Parkinson, dell’autismo e delle limitazioni sensoriali della vista, invenzioni geniali che utilizzano la tecnologia per migliorare la vita delle persone che si trovano in situazioni di difficoltà, e possiamo comprendere quale possa essere la ricaduta positiva di queste innovazioni. Hanno tutta la mia ammirazione le donne e gli uomini che mettono al servizio della collettività – in particolare di chi è più fragile – la loro creatività, le loro competenze e il loro ingegno. Grazie al loro impegno, è cambiata in meglio la vita di molte persone per le quali sono cadute molte barriere, molti ostacoli prima considerati insormontabili. E non parlo solo di imprese straordinarie come quelle a cui ci ha abituato un’atleta come Giusy Versace. Mi riferisco a quelle piccole e ripetitive attività quotidiane che si tende a dare per scontate mentre per alcuni, senza questi preziosi ausili, sono esse stesse – ognuna di esse, ogni singola volta – un’impresa. Voglio sottolineare anche l’importanza che le soluzioni digitali applicate alla disabilità o alla malattia rivestono in termini di indipendenza. Ritengo, infatti, che abbia un valore incommensurabile il potersi riappropriare di uno spazio privato, il non dover dipendere sempre da qualcuno, il poter riassaporare il gusto della libertà. E ciò vale anche per le famiglie, sollevate fisicamente nell’assistenza costante che con amore e dedizione prestano ai propri cari, ma sollevate anche psicologicamente, profondamente rasserenate nel momento in cui constatano come essi possano godere della propria vita in autonomia. Ho iniziato manifestando la mia gratitudine a Gianluca Ricci per avermi voluto rendere partecipe di questo evento così significativo e voglio concludere ringraziando tutti voi che vi adoperate ogni giorno per rendere migliore la vita degli altri.

    Buon lavoro!

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