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    Cari Presidenti, Gentili Ospiti, vi porgo un caloroso benvenuto al Parlamento italiano, al Senato della Repubblica e vi ringrazio per questa gradita visita.

    Questo incontro rientra nella consolidata tradizione di dialogo fra Parlamento europeo e Presidenza di turno dell’Unione Europea alla vigilia del Semestre di Presidenza, ma assume un significato e una rilevanza del tutto particolari per la fase di rinnovo delle istituzioni europee in cui ci troviamo e che vede un ruolo centrale del Parlamento europeo. All’indomani della consultazione elettorale europea, il nostro primo comune impegno dovrà essere assicurare un confronto sereno, costruttivo e concreto fra le forze politiche. La nuova legislatura europea dovrà confrontarsi con sfide epocali: la crisi economica e finanziaria, le migrazioni, la criminalità organizzata, l’instabilità geopolitica alle nostre porte, causata da conflitti, da povertà e terrorismo. Dobbiamo da subito pensare strategicamente. Per prima cosa serve un salto di qualità nel governo economico dell’Unione. Le necessarie misure di contenimento della spesa pubblica devono essere adeguatamente bilanciate da azioni energiche per stimolare gli investimenti, la competitività e la crescita e per questo si impone un allentamento dei vincoli di bilancio: io credo serva una  maggiore flessibilità del patto di stabilità che potrebbe escludere il costo delle riforme strutturali dal calcolo del deficit pubblico. La legislatura dovrà dedicarsi ai temi da cui dipende il nostro comune futuro: occupazione giovanile, politica industriale, sviluppo sostenibile, politica energetica, immigrazione; un forte rilancio della presenza e del peso internazionale dell’Unione, a partire dai travagliati confini meridionali ed orientali, per governare e non invece subire le trasformazioni degli equilibri mondiali.

    Ci prepariamo ad affrontare il Semestre con la forte convinzione che occorra ridurre la distanza che i cittadini avvertono rispetto alle istituzioni europee puntando all’efficienza e democraticità dei processi decisionali e restituendo al disegno europeo un’identità culturale comune, un’anima europea comune che prevalga sugli egoismi nazionali nel nome della solidarietà, della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia, quei valori così faticosamente emersi dalla barbarie, dalle guerre, dai totalitarismi e dalle persecuzioni. Compito delle istituzioni parlamentari sarà esercitare un’azione di controllo e di stimolo, che auspico il più possibile integrata, perché tali nuove misure siano assunte nel pieno rispetto del metodo comunitario, esaltando il ruolo di co-legislatore del Parlamento europeo e quello di custodi della sussidiarietà dei Parlamenti nazionali che devono agire con intelligenza e costanza.

    Vi auguro dunque buon lavoro. Grazie.

     

     

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