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    Signor Ministro della Difesa,
    Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa,
    Signor Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica,
    Autorità,
    Signore e Signori,
    avieri carissimi,
    è con grande orgoglio di italiano e, insieme, con l’onore di rappresentare, oltre al Senato, il Presidente della Repubblica, che mi unisco a voi nella celebrazione del 90° anniversario di fondazione dell’Aeronautica Militare. Lo faccio con emozione e commozione, forte e particolare per essere stato anch’io, da ragazzo, militare dell’arma azzurra. Infatti, ho espletato il mio servizio di leva, come ufficiale di complemento – specialità commissariato – quando già avevo superato il concorso in magistratura. E’ stato uno dei periodi più spensierati, più belli e più formativi della mia giovinezza. Destinato presso una Scuola Specialisti ho impartito lezioni di diritto, ma ho anche imparato a dirigere il magazzino vestiario, la mensa ufficiali e a fare il cassiere.
    Ringrazio e saluto, con grande calore, le donne e gli uomini dell’Aeronautica oggi presenti in questa splendida piazza di Napoli, e quelli che, in tutta Italia, con abnegazione e senso del dovere prestano il loro quotidiano lavoro al servizio della Patria.
    Un pensiero commosso, in particolare, rivolgo a tutti coloro che vestendo la nostra divisa, hanno perso la vita in esercitazioni o in missioni umanitarie all’estero, per portare la pace in territori di guerra o per consentire l’affermazione e la crescita della democrazia in Stati travagliati da lotte intestine.
    Esprimo a voi ogni bel pensiero per quanto l’Aeronautica è riuscita a dare al Paese in questi 90 anni di storia. Il suo ruolo primario di difesa dello Stato e di salvaguardia delle libere istituzioni non è mai venuto meno, pur andandosi evolvendo in funzione anche degli impegni internazionali che il nostro Paese ha assunto e dei vincoli che gli derivano dalla partecipazione alle organizzazioni internazionali.
    Mi preme ricordare a questo proposito la missione ONUC nell’ex Congo Belga che, nel 1961, l’Aeronautica pagò con il prezzo altissimo di 13 caduti nel terribile eccidio di Kindu, o ancora l’intervento a sostegno delle truppe della coalizione nella Prima Guerra del Golfo del 1991, in cui furono fatti prigionieri e torturati due nostri aviatori, fortunatamente poi rilasciati alla fine del conflitto.

    La posizione strategica dell’Italia al centro del Mediterraneo e al confine dell’Europa meridionale verso l’Africa, e orientale verso i Balcani ed il Medio oriente, ha incrementato esponenzialmente il significato del ruolo dell’Aeronautica militare italiana, allargandolo ai più vasti orizzonti europei.
    Un ruolo che l’Arma ha sempre svolto con estrema diligenza, attenzione, efficacia e tempestività, garantendo dalla minacce esterne, sin dai tempi della Guerra Fredda, non solo la sicurezza aerea, terrestre e delle acque territoriali della nostra nazione, ma anche la stabilità di tutta la regione.
    Da tempo le minacce hanno assunto anche la forma di fenomeni eversivi trasnazionali come il terrorismo e la criminalità organizzata, alimentati pretestuosamente dalle disuguaglianze generate dall’estendersi della globalizzazione.
    Questo aprirsi di nuovi scenari e pericoli provenienti da ambiti esterni all’Unione, fanno sì che l’attività dell’Aeronautica non si limiti ai soli confini dello spazio aereo nazionale, ma si spinga fin dove le minacce si alimentano.
    Ciò non significa certo agire in contrapposizione e offesa verso altri popoli, quanto piuttosto essere strumento di legalità e di difesa dei diritti dell’uomo, presupposto di sicurezza, garanzia di mantenimento della pace e quindi di crescita economica e di avanzamento democratico.
    Non si può dimenticare inoltre il lavoro di supporto svolto in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza per il Paese.
    A questo grande e delicatissimo lavoro non può mancare, come non è mai mancato il costante supporto e l’attenzione delle Istituzioni.

    L’Arma Aeronautica è parte integrante della nostra storia, simbolo di eccellenza ed eleganza, una ricchezza del nostro Paese per competenza e capacità sia tecniche che umane ma anche, sia pure nella semplicità del sentire comune, una delle più belle immagini dell’Italia, un patrimonio di cui possiamo essere orgogliosi.
    Penso alla emozione dei ragazzi e degli italiani tutti quando passano le Frecce tricolori, la pattuglia acrobatica più famosa e più numerosa del mondo che, con la perfezione delle loro spettacolari evoluzioni riesce a far sembrare come normali dimostrazioni di abilità , prestazioni che invece sono assolutamente eccezionali. Non dimentichiamo, però, che questi risultati sono possibili per la piena collaborazione dei militari, dei tecnici, dei semplici avieri che lavorano a terra. Esempio di squadra, di unità di intenti, di piena collaborazione nel perseguire un obiettivo, esempio di valori di un’Italia che vuole e può cambiare.
    In questo giorno di festa, a nome di tutti gli italiani, ringrazio tutti coloro che indossano la divisa dell’Aeronautica per il servizio che rendono alla Patria portandone altissimo il nome, e auguro loro un buon lavoro, nella certezza che il loro impegno continuerà a dare frutti preziosi, aiutando il Paese a rispondere con fiducia e coraggio alle difficili sfide del futuro.
    Viva l’Aeronautica, viva le Forze Armate, viva L’Italia!

     

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