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    Gentili ospiti, cari amici,

    sono molto felice che alcuni cambi di programma mi abbiano consentito di essere con voi per la sessione di apertura del nono simposio della Fondazione Ri.Med, nata ormai quasi un decennio fa dall’unione di intenti di Università, Istituti di Ricerca e Istituzioni regionali e nazionali. Credo che la qualità del lavoro svolto da voi in questi anni sia la più importante dimostrazione di quanto sia necessario incoraggiare e consolidare un confronto costruttivo tra le Istituzioni e la comunità scientifica. Questa edizione del vostro annuale Simposio scientifico è certamente una bellissima occasione per consolidare questo rapporto e sono davvero lieto che il Senato apra, per i prossimi due giorni, le proprie porte a oratori italiani e internazionali di altissimo valore.

    Qualche giorno fa abbiamo ospitato, a Palazzo Madama, la “Giornata delle eccellenze 2015″: ottantuno ragazzi e ragazze straordinari, che, con grandi aspettative, qualche preoccupazione e legittime ambizioni si apprestano ad entrare nel mondo universitario. Confrontandomi con loro gli ho augurato di realizzare i propri sogni, anche magari perfezionandosi con periodi di studio o lavoro all’estero, ma di coltivare contestualmente il desiderio e l’orgoglio di mettere un giorno il loro grande talento al servizio del nostro Paese. Consentitemi allora di rivolgere un particolare e  molto affettuoso saluto ai ricercatori che prenderanno la parola questo pomeriggio. Voi siete, a mio parere, l’esempio più nobile da offrire a quei giovanissimi studenti. Avete già maturato un’esperienza di grande valore e so che sarete il futuro cuore pulsante del progetto più ambizioso della Fondazione, quello che vedrà la realizzazione del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica. Anche da voi dipende il successo di questa straordinaria sfida, rappresentate una grandissima speranza: se si realizza la stessa unione di intenti dal quale scaturisce la Fondazione e se le Istituzioni assolvono pienamente il loro compito è davvero possibile far tornare quelli che troppo spesso siamo costretti a chiamare “cervelli in fuga”.

    Sono poi particolatamente orgoglioso che sia proprio la mia Sicilia a essere protagonista di questo ambizioso progetto che, me lo auguro, costituirà in futuro un elemento di grande interesse e di riferimento per la comunità scientifica mondiale nel settore della ricerca biomedica e biotecnologica, un settore ormai sempre più rilevante e in costante crescita. Concludo ringraziando ciascuno di voi per l’importante lavoro che quotidianamente svolgete, tanto nella sempre più ampia diffusione della cultura scientifica quanto nella formazione di figure altamente specializzate che possano proseguire in futuro le ricerche sulle quali siete oggi impegnati. Sono certo che questa due giorni di confronto e dibattito saranno molto proficui, e auguro a tutti voi buon lavoro.

    Grazie.

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